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Lo scorso 4 marzo il rogo di Città della Scienza ha riaperto tragicamente una questione, per qualche anno attenuata ma mai del tutto sopita, di marketing territoriale tutta napoletana: l’urgenza e la necessità di rinnovare la strategia di riqualificazione di Bagnoli, fino a ieri basata principalmente sul museo scientifico appena distrutto.

La musica lirica italiana è conosciuta in tutto il mondo e si identifica con il genio, "l'arte di vivere" e l'identità culturale del nostro Paese. È sorprendente riscontrare quanto popolari siano l'opera italiana e i suoi grandi interpreti e quanto significativo sia il loro apporto all'immagine positiva dell'Italia all'estero.

La cultura è turismo, lo sport è turismo, i grandi eventi sono turismo. Ma che cos’è, alla fine, il turismo? Secondo la Treccani è “l’insieme di attività e di servizi a carattere polivalente che si riferiscono al trasferimento temporaneo di persone dalla località di abituale residenza ad altra località per fini di svago, riposo, cultura, curiosità, cura, sport ecc.”: quindi si può dire che il turismo non è nelle intenzioni, bensì nei risultati. Perché se, per esempio, organizzo una mostra bellissima che nessuno vede non sto creando turismo, sto in un certo senso facendo un investimento “sbagliato”.

Lunedì in Belgio nel giro di qualche ora si sono polverizzati 90 mila biglietti per il Tommorowland riservati ai ragazzi autoctoni; a partire da oggi altri 90 mila nel resto d’Europa e del mondo potranno aggiudicarsi l’ambito braccialetto per il festival techno, house e trance. Un giro d’affari di oltre 15 milioni di euro, a cinque mesi dall’inizio della musica. Certo per organizzare “la terra del domani", qualche grosso investimento è necessario: allestimenti visionari, impianti audio all’avanguardia, per non citare i cachet degli artisti. Ma è facile immaginare la rigogliosa ricaduta economica su un territorio che per tre giorni ospita 180 mila persone che ballano scatenate in termini di ospitalità, trasporti, ristoranti, musei e luoghi della cultura collaterale.

Proprio questo weekend ho letto in un blog – perché il tempo che uno passa davanti ad uno schermo è sicuramente maggiore rispetto a quello trascorso davanti ad un libro, a un’opera d’arte o semplicemente ammirando un paesaggio da una panchina – alcuni pensieri riguardo “Il giorno della Marmotta”, il film Groundhog Day in italiano intitolato “Ricomincio da capo”, e la relativa preoccupazione per i presagi nefasti di un inverno che non accenna a finire.

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