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È della scorsa settimana la notizia che una ragazza di San Francisco, dopo aver affittato il suo appartamento attraverso il sito di condivisione di case Airbnb, se l’è ritrovato sottosopra che neanche Dorothy la casa del Kansas dopo l’atterraggio a Oz.

La colpa è di qualche troll turista che, invece che elevare il proprio spirito godendosi i saliscendi della metropoli californiana tra il Golden Gate e la libreria City Light, ha preferito sollazzarsi distruggendo la casa della generosa host, come i due fulminati di "Paura e Delirio a Las Vegas".

L’Europa digitale non può avere confini: le tariffe in roaming, tagliate man mano in questi anni, dovrebbero essere azzerate da Pasqua 2014. Neelie Kroes, dell’Agenda Digitale UE, ha una visione paneuropea delle Tlc senza più confini fra i carrier. Quindi niente più roaming? Partire per un viaggio dalla prossima Pasqua sarà davvero così diverso?

Arrivano segnali incoraggianti dalla politica per il settore del turismo. Segnali che dovranno diventare atti concreti

La settimana si chiude bene per il turismo italiano. Almeno a livello di annunci. Ieri il premier Enrico Letta, parlando con la stampa estera, ha sottolineato: “Penso che il nostro Paese debba puntare moltissimo sul binomio Cultura e Turismo, con il ministro Bray presenteremo a breve le linee guida di quanto il governo intende fare in questa materia”.

L'Italia ha smesso di attrarre investimenti diretti dall'estero. Per riconquistare la fiducia degli investitori internazionali, dobbiamo puntare sulle eccellenze artistiche e produttive del nostro Paese

 

Cultura, turismo, industria: in altre parole il marketing del territorio. Anche se un po’ negletto, il tema degli IDE in Italia è per noi molto importante, perché il marketing internazionale non è solo promozione turistica ma anche attrazione di investimenti, persone, imprese, centri di ricerca, affinchè in nostro Paese cresca.

Come ogni anno, i mezzi di comunicazione danno l’allarme: un italiano su due non andrà in vacanza. E se invece di preoccuparci provassimo a impegnarci per migliorare le cose?

 

“In vacanza solo un italiano su due”: è questa la notizia più allarmante e allarmata degli ultimi giorni. Una notizia, basata su un sondaggio di Confesercenti e Swg, che ha avuto spazio su tutti i giornali, sui blog, sui profili facebook e twitter di mezza Italia (chissà se la mezza Italia che andrà in vacanza o l’altra): 25 milioni 700 mila connazionali in vacanza, gli altri a casa per colpa della crisi.

I turisti fuori dai cancelli di Pompei e di musei e siti sparsi per l’Italia attendono il proprio turno, mentre gli italiani si avvitano in un dibattito che non lascia ben sperare per il futuro

 

“Facile dire: scommettiamo sulla cultura e sul turismo come leve di rilancio. Difficile ottenere i mezzi” se a esprimersi così è niente meno che il ministro della Cultura e del Turismo, Massimo Bray, viene da dire che ci aspettano tempi critici.

Come il barbiere di Siviglia, il ministro risponde “son qua” a chi gli si rivolge sui social network. Ma riuscirà a trasferire idee e suggerimenti dai tweet ai consigli dei ministri?

Il ministro twitta per avere idee e suggerimenti, e gli piovono addosso decine e decine di risposte: ministro devi fare questo, ministro devi fare quello. E lui, novello Figaro rossiniano, risponde: son qua.

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