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Se il termine "albergo diffuso" ha origine in Carnia, nel 1982, all'interno di un gruppo di lavoro che aveva l'obiettivo di recuperare turisticamente case e borghi ristrutturati a seguito del terremoto del 1976, il modello di ospitalità "albergo diffuso" è stato messo a punto da Giancarlo Dall'Ara, docente di marketing turistico, con una storia che affonda le radici nello specifico dell'ospitalità italiana (calda e relazionale), ed è stato riconosciuto in modo formale per la prima volta in Sardegna tramite una normativa specifica che risale al 1998.

Nel 2008 l'idea dell'albergo diffuso è stata premiata a Budapest in occasione del convegno Helping New Talents to Grow come migliore pratica di crescita economica da trasferire nei paesi in sviluppo. A questo premio hanno fatto seguito altri riconoscimenti come il WTM Global Award, a Londra nel 2010.
La progressiva e costante diffusione dell'albergo diffuso è dovuta principalmente all'attenzione di una parte della domanda turistica ai contenuti di sostenibilità e rispetto dell'ambiente proposte da alcuni luoghi di soggiorno. È in questo contesto che va collocata la natura propria di tale tipologia ricettiva. La naturale collocazione, pertanto, dell'albergo diffuso, riferendosi ad un modello ampio ed elastico definibile come "paese albergo", vede privilegiare i piccoli centri storici i borghi e i nuclei di antica formazione o ancora gli insediamenti rurali o montani, pur non escludendo la validità di soluzioni legate a singole presenze significative in contesti diversamente urbanizzati.
In estrema sintesi si tratta di una proposta concepita per offrire agli ospiti l'esperienza di vita di un centro storico di una città o di un paese, potendo contare su tutti i servizi alberghieri, cioè su accoglienza, assistenza, ristorazione, spazi e servizi comuni per gli ospiti, alloggiando in case e camere che distano non oltre 200 metri dal "cuore" dell'albergo diffuso: lo stabile nel quale sono situati la reception, gli ambienti comuni, l'area ristoro.
Ma l'AD è anche un modello di sviluppo del territorio che non crea impatto ambientale. Per dare vita ad un Albergo Diffuso infatti non è necessario costruire niente, dato che ci si limita a recuperare/ristrutturare e a mettere in rete quello che esiste già. Inoltre un AD funge da "presidio sociale" e anima i centri storici stimolando iniziative e coinvolgendo i produttori locali considerati come componente chiave dell'offerta.


GLI ESEMPI CALABRESI - La Calabria ad oggi può vantare ben due realtà perfette che rispecchiano nel migliore dei modi il "modello", facilmente rintracciabili e raggiungibili. Il primo progetto di Albergo Diffuso in Calabria è stato realizzato nel centro storico di Belmonte Calabro sulla costa tirrenica in provincia di Cosenza (vedi foto in alto). Affascinante e unico, questo AD può vantare, oltre le bellezze naturali, il merito di aver ristrutturato tutte le strutture con materiali ecologici ed eco compatibili sfruttando principalmente i materiali del territorio circostante. La struttura ricettiva, autorizzata nel 2013, ha sfruttato una normativa regionale, vanta 14 abitazioni e 44 posti letto siti nell’interno del centro storico che, da borgo fantasma, si è trasformato appunto in "Albergo Diffuso". "Tra novembre e dicembre riceveremo un gruppo di scandinavi, in questo periodo ospitiamo molti tedeschi, ma nei mesi estivi abbiamo fatto il pieno di argentini" ha raccontato Pino Suriano, l’imprenditore che ha investito circa 1 milione di euro nel borgo per renderlo un presidio sociale in grado di far vivere ai suoi ospiti/turisti un’esperienza unica. Ad oggi risponde alle richieste dei visitatori con offerte personalizzate, last minute, per le famiglie o per le coppie, con prezzi moderati se non addirittura bassi (www.ecovacanzebelmonte.it).

La seconda realtà calabrese invece si trova a Cropani, nel cuore della Valle del Crocchio, in provincia di Catanzaro, un piccolo Comune con circa 5000 anime che possiede una splendida fusione tra "le alture della montagna e la linea dell'orizzonte marino" (www.albergocropani.com). Una terra meravigliosa che sa coniugare in modo eccellente capacità imprenditoriali e risorse naturali con valenza storico-artistica di grande valore. Procedendo su questi percorsi verrà evidenziato ogni singolo genius loci, troppo spesso nascosto tra le fila di luoghi comuni e leggende metropolitane. Chi scrive è nato e cresciuto in questa terra, arsa dal sole e baciata da un meraviglioso mare, consapevole che la Calabria è stata culla d'Italia e sarà la terra del futuro.
Nel 1852, Edward Lear, nel suo "Diario di un viaggio a piedi", scrisse: "La Calabria è un grande giardino, uno dei luoghi più belli che si possano trovare sulla terra" e tra la dolce musica di queste parole vi invitiamo a visitare la Calabria, scegliendo se è possibile l'albergo diffuso.

 

giuseppe cara 180x226Giuseppe Cara

Twitter @giuseppe_cara

Dottore in Programmazione e promozione turistica, laureatosi presso l'Università degli Studi di Messina

 

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