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Il Parco del Mediterraneo unirà il Parco del Pollino, quello dell’Appenino Lucano ed il Parco del Cilento per dare vita ad una strategia volta alla valorizzazione delle eccellenze naturalistiche

Creare un unico grande Parco del Mediterraneo che sia in grado di fronteggiare le sfide del terzo millennio, come i cambiamenti climatici e la tutela delle biodiversità, lavorare in maniera congiunta e sinergica al solo fine di valorizzare le risorse ambientali e culturali: ecco gli argomenti dell’incontro che ha avuto come protagonisti i presidenti dei parchi del Mezzogiorno.

Il Parco Nazionale dell’Appenino Lucano, il Parco Nazionale del Pollino e il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano si uniscono per dare vita al Parco del Mediterraneo, con l’intento di creare nuove strategie nell’ambito della Carta Europea del Turismo Sostenibile.

Collaborare e lavorare in maniera sinergica per uno sviluppo economico sostenibile, implementare azioni di comunicazione condivise, elevare la qualità dell’accoglienza e migliorare l’accessibilità dei tre parchi, utilizzando al meglio le risorse messe a disposizione dalla programmazione europea 2014-2020. Cooperare dunque per ottenere migliori risultati a vantaggio di tutti, intercettando flussi turistici costanti e tessendo rapporti di collaborazione tra le istituzioni e gli operatori del settore turistico.

Lavorare insieme permetterà ai territori coinvolti di strutturare un’offerta turistica di qualità, capace di accogliere i turisti e donare loro un’esperienza completa. Grazie alla creazione di una rete sarà possibile inoltre partecipare a bandi di partenariato, realizzando progetti di grande rilevanza economica e sociale. Il futuro delle aree protette del Sud passa quindi attraverso la concertazione e la cooperazione tra i vari enti deputati alla loro tutela che agendo in sinergia assicureranno una maggiore qualità dei servizi offerti e una particolare attenzione ai temi ambientali legati alla sostenibilità.