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Accordo tra Anas, Demanio, ministeri dei trasporti e del turismo per riqualificare e riutilizzare le storiche case rosse lungo le strade a fini turistici e culturali “slow”. Il progetto pilota partirà da Francigena e Appia Antica


Dopo i fari e le stazioni, tocca alle case cantoniere. Prosegue il processo di rivalutazione e valorizzazione a fini turistici e culturali di “pezzi d’Italia” che vengono sottratti all’abbandono per dare loro una nuova vita grazie all’impegno di associazioni e imprese. E così, dopo la decisione di affidare i fari abbandonati per 50 anni a operatori che abbiano progetti di rigenerazione e sviluppo, dopo le stazioni dismesse lasciate in comodato d’uso, e dopo anche i beni demaniali culturali concessi alle associazioni non profit, è la volta delle case cantoniere, quegli edifici rossi che si vedono lungo strade statali e provinciali di tutta Italia. La loro istituzione risale al 13 aprile 1830, quando fu ufficialmente creata la figura del Cantoniere al quale veniva affidata la casa e demandata la manutenzione e il controllo di un “cantone” della strada (un tratto di circa 3-4 chilometri).

 

L'ACCORDO E IL PROGETTO PILOTA - È stato sottoscritto ieri, alla presenza del ministro delle Infrastrutture Delrio, del ministro di Cultura e Turismo Franceschini, del presidente di Anas, Gianni Vittorio Armani, e del direttore dell’Agenzia del Demanio, Roberto Reggi, un accordo per la riqualificazione e il riuso di beni pubblici, a partire dalle Case Cantoniere dell’Anas, “a supporto di nuovi piani di valorizzazione turistico-culturali del territorio italiano, al servizio della clientela stradale” come si legge in una nota ufficiale.
In base all’accordo, si attuerà un progetto pilota che partirà dall’analisi delle potenzialità di un primo portafoglio di 30 case cantoniere individuate su tutto il territorio nazionale, che sarà progressivamente integrato con ulteriori beni pubblici dismessi, appartenenti allo Stato, agli Enti territoriali e ad altri Enti pubblici. Un progetto in linea anche con la valorizzazione del turismo lento che culmina con la designazione del 2016 come “Anno dei Cammini”.
Si tratta infatti, specificano dal MiBACT, di immobili di particolare interesse presenti in prossimità di specifiche reti e circuiti culturali, turistici e di mobilità: la via Francigena e il tracciato dell’Appia antica. Successivamente saranno poi compresi il Cammino di Francesco (La Verna-Assisi), il Cammino di San Domenico, il Circuito del barocco in Sicilia, la Ciclovia del Sole (Verona-Firenze), la Ciclovia Ven.To (Venezia Torino). Il progetto pilota sarà pronto entro il 30 giugno 2016 e subito dopo partiranno i relativi bandi.


LE DICHIARAZIONI - “Oltre a garantire servizi e infrastrutture di trasporto efficaci, veloci e intelligenti, vogliamo in questo modo evidenziare anche un altro modo di viaggiare, più lento e sostenibile, più attento al paesaggio, alla sosta, alle emergenze storiche e culturali” ha spiegato il ministro Delrio.
“Le Case Cantoniere distribuite lungo tutto il territorio nazionale e contraddistinte dall’inconfondibile colore rosso pompeiano costituiscono un brand formidabile per promuovere quel turismo sostenibile necessario allo sviluppo sociale, economico e culturale dei tanti territori ricchi di arte, tradizioni enogastronomiche e bellezze paesaggistiche che rendono l’Italia un Paese unico al mondo” ha sottolineato da parte sua Dario Franceschini “Grazie alla voglia di fare di chi saprà cogliere questa opportunità, luoghi oggi abbandonati diverranno ostelli, ciclofficine, punti di ristoro per tutti quei viaggiatori che vogliono scoprire l’Italia al giusto ritmo”.

“L’idea è di aumentare i servizi al cliente stradale sviluppare un brand associabile a concetti di autenticità, genuinità, legame con il territorio. Inoltre questo progetto vuole essere un impulso all'imprenditoria, soprattutto giovanile, e all'occupazione sociale, nel rispetto dei profili di sostenibilità ambientale, efficienza energetica, di sicurezza e di innovazione delle infrastrutture e rientra nell’importante riassetto e nella ridefinizione delle competenze e delle responsabilità sociali di Anas” ha sottolineato il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani .


NUMERI E TARGET - Nei prossimi mesi saranno quindi definiti i piani di utilizzo (Turismo, Cultura, Accoglienza, Ristorazione, Ospitalità, etc.) delle Case Cantoniere inserite nel progetto, la tipologia dei servizi che offriranno e che andranno ad ampliare quelli a supporto delle attività di esercizio e manutenzione della rete stradale mantenendone la disponibilità.

Su tutto il territorio nazionale l’Anas possiede 1.244 Case Cantoniere, di cui il 35% indisponibile per valorizzazione perché sedi istituzionali, il 55% parzialmente disponibili sulla base delle analisi dei flussi di clienti, il 10% ad alto potenziale turistico. L’iniziativa, spiegano ancora dal ministero del turismo, è orientata su target specifici e qualificati, in particolare quella dei giovani italiani ed europei classificati come “Energy”, stranieri senior e italiani locali “Relax”, italiani e stanieri all ages “Foodies” e stranieri e italiani che cercano percorsi alternativi ed originali stile “Routard”.

Pagina del sito Anas dedicata alle Case Cantoniere:
http://www.stradeanas.it/index.php?/content/index/arg/case_cantoniere

 

Video di presentazione del progetto (e fonte foto), dal canale Youtube del MiBACT

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AGGIORNAMENTO: la fotogallery delle 30 case cantoniere inserite nel progetto pilota è disponibile a questo link

 

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