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Consci dell'importanza del turismo per l'economia italiana, ma convinti solo a metà da Expo e dalle istituzioni: Confindustria Alberghi e Mannheimer illustrano la ricerca demoscopica sulla percezione degli italiani


Confindustria Alberghi tasta il polso degli italiani sull'offerta turistica e alberghiera italiana mentre si scaldano i motori di Expo 2015.
Expo, ricettività e turismo. Un trinomio sul quale Associazione Italiana Confindustria Alberghi – in collaborazione con ISPO Ricerche di Renato Mannheimer – ha svolto una ricerca demoscopica per comprendere quale sia l'opinione presente tra la popolazione italiana.
I quesiti da cui è partita la ricerca sono:
Qual è l'atteggiamento verso il settore turistico?
Come viene visto il comparto ricettivo?
In che modo Expo viene percepito?

 

I risultati della ricerca, come riporta il comunicato ufficiale sul sito di Confindustria Alberghi, sono stati illustrati oggi proprio dal professor Mannheimer nell'ambito della tavola rotonda "Turismo e ricettività alberghiera: la situazione alle porte di Expo".
Se da una parte gli italiani sono ben consapevoli dell'importanza del turismo per la nostra economia, indicandolo come settore centrale di crescita e sviluppo nonché come uno dei principali motori dell'economia italiana, dall'altra parte reputano insufficiente l'impegno profuso, sia dallo Stato sia dalle Regioni, per il rilancio del settore.
Il giudizio sull'offerta ricettiva è generalmente positivo: in particolare, quello attribuito agli alberghi di fascia alta (89% di voti positivi, di cui il 39% molto positivi) supera quello di tutte le altre strutture ricettive testate (strutture termali, agriturismi, bed and breakfast, alberghi di fascia media). Qualche criticità si rileva invece sul fronte degli alberghi cosiddetti "downscale" (ovvero di fascia bassa), che registrano voti più tiepidi, sia per quanto riguarda l'aspetto degli ambienti, edifici e interni, sia per la qualità dell'accoglienza e il livello dei prezzi rispetto ai servizi offerti.
Sul fronte dei servizi alla clientela offerti presso le strutture ricettive, i più apprezzati dalla popolazione italiana sono il Wifi e il servizio navetta, seguiti dal medico in hotel e dall'attenzione verso la ristorazione e la cucina alternativa. Stessa graduatoria indicata dalla clientela business, che segnala come più graditi la connessione internet e il transfer, seguiti però da cucina varia e diversificata e dalla spa.
La popolazione del Belpaese, spiegano da Confindustria Alberghi, si spacca invece a metà quando si parla della fiducia verso Expo quale volano per il settore turistico italiano: da un lato il 51% esprime un atteggiamento positivo, dall'altro il restante 49% – composto in particolar modo da giovani, da istruiti, da professionisti – manifesta un atteggiamento di sfiducia verso le opportunità effettivamente offerte dall'esposizione universale.
Ciò che più preoccupa è il dopo-Expo, con particolare riferimento alle opportunità occupazionali che si verranno a creare grazie alla manifestazione: il 59% degli intervistati, infatti, ritiene che molte di esse si perderanno con la fine dell'Esposizione Universale. Per il 53%, inoltre, non esiste alcun progetto per il post-evento e non si sa che cosa rimarrà al turismo italiano.
"I risultati della ricerca dimostrano la grande consapevolezza degli italiani nei confronti dell'importanza del turismo, e delle sue potenzialità, per la nostra economia" ha detto Mannheimer "Al tempo stesso, però, la popolazione percepisce una situazione di stallo, di mancanza di investimenti da parte delle Istituzioni, siano esse nazionali o regionali".
I cittadini ritengono che l'Italia sia pronta ad accogliere il flusso di turisti atteso per Expo, tuttavia il 30% rimane scettico. Per il dopo-Expo sono poi diffusi i timori che gli sforzi impiegati per la realizzazione dell'Esposizione Universale non siano adeguatamente capitalizzati e incanalati in progetti permanenti.
"L'indagine di oggi ci conforta sull'attenzione e consapevolezza degli italiani rispetto al nostro settore, ma nel contempo mette in luce l'esigenza di un segnale forte da parte delle istituzioni affinché il contesto in cui operiamo possa essere più favorevole al mondo dell'impresa" ha commentato Giorgio Palmucci, Presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi.
"In questi ultimi anni abbiamo assistito a un cambiamento sostanziale della percezione del valore dell'indotto turistico, che ora è ritenuto una fonte primaria di sviluppo economico, creazione di opportunità di impresa e, quindi, di lavoro" ha dichiarato Cristiano Radaelli, commissario straordinario dell'ENIT "Ciò eleva ulteriormente la necessità di un coordinamento nazionale per poter essere efficaci nella promozione dell'Italia, sostenendo il tessuto delle imprese nostrane. Per questo Expo sarà un eccellente laboratorio, che non esaurirà la propria spinta progettuale allo scadere dei suoi sei mesi di durata: riconsiderare il turismo, non come un ambito a sé stante, ma come la porta di ingresso per il rilancio di tutta l'economia permetterà in maniera eccellente di coltivare i numerosi semi che in occasione di Expo sono e verranno piantati".

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