Intanto la Regione rafforza il proprio impegno per promuovere il turismo e migliorare l’offerta

Le tre Destinazioni turistiche, istituite dalla legge regionale n.4 del 2016 (Città metropolitana di Bologna, che comprende anche la provincia di Modena; Romagna con le province di Ferrara, Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini; ed Emilia con le province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia) sembrano aver centrato gli obiettivi che si era posta la Regione Emilia-Romagna. I dati sono emersi da “Destinazione Emilia-Romagna: tre giorni di viaggi, ascolto e proposte”, un tour di incontri nei territori con gli operatori del turismo regionale che fino al 17 ottobre ha impegnato il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore al Turismo, Andrea Corsini.

Continua il boom turistico delle città d’arte dell’Emilia-Romagna: +12% gli arrivi e +10,1% le presenze nei primi 8 mesi di quest’anno, secondo i dati dell’Osservatorio turistico di Unioncamere elaborati da Trademark Italia. Una crescita che riguarda sia la clientela italiana (+12,9% gli arrivi, +9,7% le presenze) che quella internazionale (+10,8%, +10,6%), con in particolare l’aeroporto Marconi di Bologna che fa registrare un movimento di oltre 5,7 milioni di passeggeri alla fine di agosto, in crescita del 4,2% sullo stesso periodo del 2017. La Regione sta vivendo un 2018 boom con 47,6 milioni di presenze complessive da gennaio ad agosto, in aumento del 3,3% rispetto al pur ottimo andamento del 2017, che aveva chiuso con il risultato record di 57 milioni di presenze complessive (dati Unioncamere/Trademark Italia).

La Destinazione turistica città metropolitana di Bologna non sfugge a questo trend, potendo contare nel periodo gennaio-agosto arrivi a +6,8% e pernottamenti a +9,9% a Bologna, a Modena +2,4% gli arrivi e +5,5% i pernottamenti (dati Istat).

Nel corso del tour sono stati confermati gli investimenti futuri per il turismo, un comparto che vale oltre l’11% del Pil regionale. Per l’Appennino è previsto un piano straordinario di interventi per il sostegno agli impianti sciistici del Monte Cimone nel modenese e la stazione del Corno alle Scale nel bolognese, con 13 milioni di euro a disposizione nel triennio 2018-2020. Peraltro anche la montagna emiliana sta mettendo a segno risultati lusinghieri: tra gennaio e agosto i dati registrano un +4,5% degli arrivi e un +6,5% delle presenze.

Nella terza tappa, a Parma, sono stati diffusi i dati della Destinazione turistica Emilia. Le tre città che ne fanno parte (con Parma anche Piacenza e Reggio Emilia) vedono premiato lo straordinario concentrato di attrazioni e tradizioni culturali, musicali ed enogastronomiche con una crescita complessiva nei primi otto mesi del 2018 dell’8,7% rispetto all’anno precedente, con 1.766.276 pernottamenti, frutto di +10,6% di Parma e provincia (+4,6% gli arrivi), +2,3% nel Reggiano (+2% gli arrivi), +6,2% del Piacentino (+4,6% gli arrivi).