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Il Consiglio regionale del Lazio ha modificato la legge sul turismo nella parte relativa agli arenili. Spiagge più libere: non potrà essere preclusa la fruizione nelle spiagge libere con servizi (che sostituiscono le spiagge attrezzate), si potranno offrire servizi tutto l'anno e decade il rinnovo automatico delle concessioni


Più spiagge libere, aperte anche tutto l'anno, e adeguamento alla Bolkestein, nella nuova legge sul turismo del Lazio che riguarda le spiagge. Il Consiglio regionale ha infatti modificato la legge del 2007 sul sistema turistico del Lazio nella parte che disciplina gli arenili.
Con la nuova legge, innanzitutto, ogni Comune dovrà riservare alla "pubblica fruizione" (in pratica ai vari tipi di spiaggia libera) almeno la metà dell'arenile di propria competenza. La normativa, chiarisce un comunicato regionale, cancella le denominazioni di "spiagge attrezzate" e di "spiagge libere attrezzate" e introduce, tra le tipologie di utilizzo delle aree demaniali per finalità turistiche e ricreative, quelle di "spiaggia libera con servizi" e "spiaggia libera".
"L'elemento di fatto che caratterizza le differenze tra stabilimento balneare e spiaggia libera con servizi è che in quest'ultima non può in alcun caso essere consentito il preposizionamento dell'attrezzatura della spiaggia" ha spiegato l'assessore allo sviluppo economico e attività produttive, Guido Fabiani. Le spiagge libere, invece, secondo l'assessore sono aree aperte all'uso pubblico, gestite dai Comuni, che assicurano una serie di servizi, direttamente o in concessione. Introdotta a riguardo la segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al posto della dichiarazione di inizio di attività e modificato il sistema sanzionatorio, adeguato alla nuova modalità di rilascio della concessione.
Il tema più dibattuto della nuova legge riguarda l'articolo sulle disposizioni transitorie. In base alle modifiche proposte da più parti, è stato stabilito che i Comuni che non destineranno nei propri Pua (piani comunali di utilizzo degli arenili) almeno il 50% degli arenili di competenza alla "pubblica fruizione" non potranno accordare nuove concessioni demaniali marittime. L'organizzazione dei servizi di balneazione non potrà, in nessun caso, "precludere la libera fruizione dell'arenile". Dovrà inoltre essere garantita da ciascun Comune un'equilibrata presenza di spiagge libere e spiagge libere con servizi. I Comuni avranno 180 giorni dalla pubblicazione del Pua regionale per adottare o adeguare i propri Pua, pena l'esercizio dei poteri sostitutivi da parte della Regione.
Una modifica all'articolo 47 della legge 13/2007, inoltre, ha sottratto ai Comuni la possibilità di "rinnovo automatico" delle concessioni delle aree demaniali marittime (restano fermi i poteri di rilascio, decadenza, revoca e variazione). Si tratta dell'adeguamento alle disposizioni europee sulla concorrenza nei servizi, meglio nota come "direttiva Bolkestein". Nei siti delle amministrazioni comunali, inoltre, dovranno essere pubblicate le informazioni identificative relative alle concessioni, ai canoni concessori e all'imposta regionale dovuta.
Per quanto concerne il periodo di apertura delle attività, la linea guida è stata la destagionalizzazione, e di conseguenza potrà essere annuale. In tal caso il Comune può autorizzare le strutture di facile rimozione utilizzate per finalità turistiche e ricreative a rimanere sull'area demaniale per tutto il periodo di durata della concessione. Inoltre, sulle modalità di gestione delle spiagge e di redazione del Pua, gli atti di indirizzo impegnano il presidente Zingaretti e la Giunta ad assumere iniziative tese a privilegiare sugli arenili l'utilizzo di strutture di facile rimozione, a limitare l'uso di mezzi meccanici nelle operazioni di pulizia e spianamento, a imporre ai concessionari la raccolta dei rifiuti nell'arenile di competenza e negli spazi limitrofi senza oneri aggiuntivi, così come un servizio di assistenza e soccorso ai bagnanti. Nonché a predisporre, nell'ambito della redazione dei piano di utilizzo delle aree demaniali (Pua) e del regolamento regionale, proposte risolutive rispetto ai varchi e agli accessi al mare.

 Pietro Martinetti

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Nella foto, una spiaggia di Ostia. Fonte: Corriere della Sera