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Questa sera allo stadio Fisht si inaugura la XXII Olimpiade invernale, un evento che mette in competizioni territori e città. Tra ritardi e difficoltà, la Russia di Putin prova a intercettare i flussi turistici invernali globali

Torino 2006 costò 2 miliardi di euro, Salt Lake City 2002 1,5 miliardi, Vancouver 2010 5 miliardi. Fino a ieri, a spendere di più erano stati i giapponesi, che per allestire Nagano 1998 spesero 14,6 miliardi: ma è solo un quarto dei 40 miliardi di euro investiti da Putin per Sochi 2014, le prime Olimpiadi della storia della nuova Russia, i giochi che agli occhi del mondo devono testimoniare il ritorno della grande e controversa madre Rossija.

(Clicca sull'immagine per ingrandirla. Fonte infografica: Linkiesta)

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Lo zar Putin ha speso per le Olimpiadi che inaugurano oggi, con la testa in montagna e i piedi nel mar Nero, più di quanto speso insieme dalle altre città e regioni ospitanti nella storia dei giochi invernali a cinque cerchi, da Chamonix-Mont Blanc nel 1924 fino a Vancouver 2010. L'attenzione mediatica fa delle Olimpiadi un palcoscenico privilegiato di propaganda e diplomazia, pensiamo ai boicottaggi incrociati Urss- Usa a Mosca 1980 e Los Angeles 1984, e a volte anche di violenza e stragi, come nel massacro di Monaco '72 quando i Fedayn palestinesi uccisero 11 atleti della squadra olimpica d'Israele.

Dopo gli attenti di Volgograd di fine dicembre scorso, Putin ha deciso di schierare diecimila soldati per proteggere la fiamma olimpica; la cerimonia di questa sera sarà disertata da gran parte dei capi di Stato occidentali, da Hollande alla Merkel, da Obama a Cameron, per ritorsione contro le leggi omofobe del governo russo. Ma oltre la diplomazia e lo sport, le Olimpiadi sono il grande evento globale che mette in competizioni città e regioni per ospitarle e che costruisce la fortuna dei territori che le organizzano.
A Sochi sembra che si arrivi all'inaugurazione di oggi con il fiato corto; pochi giorni fa la città era ancora un grande work in progress. Il New York Times a inizio settimana ha scritto che lo sprint per la costruzione degli hotel è la prima disciplina olimpica, un articolo tagliente per nulla diplomatico. Il giornalista descrive la capitale olimpica come un ammasso di costruzioni in via di completamento, trapani che martellano e porte ancora sigillate, un centro commerciale in cui l'unica attività aperta è un chiosco che distribuisce cetrioli. Intorno alle cinque arene che ospiteranno le discipline sul ghiaccio e lo stadio dell'opening cerimony, sorgono una serie di hotel e nuove costruzioni che non hanno nome, ma sono indicate con i numeri ed "è meglio non pensare che si stia alloggiando in un hotel, ma piuttosto che sia una rara opportunità di fare un'esperienza di vita in una distopia in stile sovietico".

L'ilarità è scoppiata anche al Villaggio Olimpico: lo snowboarder canadese Sebastine Toutant ha twittato un'immagine con i ferrei divieti dei bagni degli atleti. Sul cartello fotografato dal surfer delle nevi, curiose immagini di cosa è vietato fare nel WC: evacuare in piedi, doparsi con una siringa e pescare. Follie da Olimpiade della montagna e del mare. Altre nuvole alla vigilia dei giochi arrivano dai biglietti per le gare: il 30% è invenduto; le cause, oltre le minacce terroristiche, sono da ricercare nei collegamenti aerei troppo costosi, nella mancanza di escursioni turistiche, nella sensazione diffusa che sia stia costruendo un non-luogo olimpico. Gli organizzatori sono comunque fiduciosi che questa percentuale sarà colmata entro la closing cerimony del 24 febbraio.
Questa sera allo Stadio Fisht, la fiamma olimpica si accenderà riflettendosi sulle acque del Mar Nero e il grande show d'inaugurazione celebrerà la storia russa. Alcune indiscrezioni sullo show, le ha svelate Lucia Sgueglia su La Stampa: le fiabe popolari russe, il mito "dell'uomo nuovo" sovietico, la Trojka delle Anime Morte di Nikolai Gogol in cui la Russia è una carrozza che vola irraggiungibile in una terra "che si estende si distende su mezzo mondo", le navi di Pietro il Grande che fondò la flotta russa e San Pietroburgo fino ai simboli sovietici, la falce dei campi e il martello delle fabbriche e i grattacieli di Stalin, "le sette sorelle" della Mosca moderna che voleva competere con New York, fino al ballo di Natasha, la scena clou del "Guerra e Pace" di Tolstoj.

L'organizzazione dei giochi deve dare smalto alla nuova Russia, ma Putin tiene molto anche alla supremazia nello sport; a Vancouver la squadra olimpica ha ottenuto un miserabile dodicesimo posto e la Russia ha investito molto per colmare la vergogna, a Sochi l'obiettivo è vincere nel pattinaggio e nell'hockey. Emanuela Audisio su Repubblica ha raccontato che dopo dieci anni senza successi la Russia è andata negli asili a cercare bambine brave a pattinare e punta tutto sulla campionessa europea Julia Lipnitsaia, 15 anni, e su Adelina Sotnikova. Ma è sull'hockey su ghiaccio che la squadra misurerà la propria potenza: i 15 russi che giocano in America nella Nhl sono stati richiamati per vendicare le batoste di Vancouver e Torino in cui il Canada umiliò gli atleti che a Sochi giocheranno in casa. Ciò che è certo è che per saldare quei 40 miliardi non basteranno le due settimane di Olimpiadi, la nuova Russia avrà vinto la scommessa olimpica se Sochi diventerà in futuro una destinazione per gli sciatori del mondo.

 

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(Nell'immagine di copertina il complesso Fisht. Fonte: http://www.hrw.org/news/2013/08/06/russia-silencing-activists-journalists-ahead-sochi-games)