Il Ministero dell’Ambiente e Omar Di Felice danno il via allo sviluppo della più grande ciclovia d'Italia lungo la dorsale appenninica

La più grande ciclovia d’Italia è al centro del Piano per lo Sviluppo Sostenibile della Dorsale 2018-20 che porterà a mappare con cartellonistica il percorso individuato da Appennino Bike Tour.

Lo hanno battezzato “il Giro d’Italia che non t’aspetti” ed è stato ideato e avviato circa dieci mesi fa dal Ministero dell'Ambiente, da Vivi Appennino e da Confcommercio Ascom. La prima presentazione pubblica risale infatti al G7 Ambiente di Bologna a giugno 2017 quando è stato siglato anche un Patto di amicizia per lo sviluppo sostenibile dell’Appennino. La risposta del territorio coinvolto è stata ottima, indipendentemente dal colore politico, e tutta rivolta all’obiettivo comune: rilanciare l'Appennino.

I tempi? Stando alla programmazione triennale presentata recentemente anche presso il Ministero, la prima tappa del “Giro” si terrà dal 4 al 14 aprile quando la Via sarà nuovamente percorsa. Testimonial di questo primo tour lungo i 43 Comuni appenninici sarà Omar Di Felice, campione italiano di ultracyclist. L’atleta ha collezionato vittorie nelle più importanti competizioni internazionali del settore e si è distinto anche per alcuni viaggi estremi. Di Felice sarà salutato dai tipici colori del Giro, azzurro e bianco, in ogni tappa (quattro quelle previste ogni giorno).

Il calendario prosegue poi con una Giornata nazionale dedicata, prevista il 16 e 17 giugno, promossa insieme alla Federazione Ciclistica Italiana da nord a sud. Grande protagonista oltre allo sport e ovviamente all’ambiente sarà l’enogastronomia in linea con l’Anno del cibo italiano. Per valorizzare ulteriormente l’iniziativa è prevista anche una collaborazione con Ferrovie dello Stato volta a promuovere l'utilizzo del treno.

“È fondamentale continuare ad impegnarsi affinché i territori appenninici non siano abbandonati ma presidiati e sostenuti e si crei un nuovo indotto economico ed occupazionale – ha dichiarato Giuseppe Dalla Torre, presidente di ViviAppennino –. L’Appennino va inteso come un tutt’uno dal Nord al Sud dell’Italia, un brand riconoscibile e facilmente spendibile sui mercati turistici nazionali ed internazionali. Con il passaggio del Drappo Tricolore abbiamo dimostrato che in tutti i livelli Istituzionali c’è un forte desiderio di far ripartire questi territori e così l’obiettivo per il futuro è quello di andare avanti insieme completando la progettualità avviata. Siamo pronti a ripartire e a ripercorrere tutta l’Italia valorizzando questi territori, ma soprattutto contiamo al più presto di definire la Via con la cartellonistica facendo in modo che il percorso individuato da Appennino Bike Tour diventi la più grande Ciclo-Via d’Italia lungo le strade secondarie dell’Appennino. Ciò porterà a uno Sviluppo Sostenibile della Dorsale con un conseguente indotto economico ed occupazionale, certi che sui mercati turistici nazionali ed internazionali la proposta della Destinazione Appennino sarà di grande interesse”.

Si tratta di un modello da prendere come esempio per rilanciare la vocazione turistica del territorio secondo Giancarlo Tonelli, presidente di Confcommercio Ascom e sostenitore ovviamente dei prodotti e degli itinerari dell’area montana ricchi di storia, cultura, tradizione e paesaggi unici. “L’intera Dorsale, dalla Liguria alla Sicilia, sia uno scrigno di tesori - in larga parte ancora da esplorare - che attende solo di essere aperto” chiosa Tonelli.

Sito ufficiale di Appennino Bike Tour: appenninobiketour.com