La promozione turistica del nuovo anno punta sull’eccellenza dell’enogastronomia del nostro Paese: il 2018 è l’Anno del cibo italiano

Archiviato con grande soddisfazione il successo del 2017 come anno record per i musei (+9% visitatori e +13% incassi) e per il turismo (+7,8% arrivi e +7% spesa stranieri in Italia), la promozione dell’Italia nel 2018 avverrà all’insegna dell’enogastronomia. Dopo l’Anno dei Cammini (2016) e l’Anno dei Borghi (2017), il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, con l’ENIT hanno lanciato congiuntamente l’Anno del cibo italiano.

 

 

 

Un calice di vino nella mano di Bacco, piatti abbondanti di cacciagione, pesci e crostacei per un banchetto luculliano, ceste ricolme di grappoli d’uva, pani, mele e melograni, cascate di ciliegie di tutti i pantoni di rosso. È l’arte a riconoscere per prima la valenza culturale del cibo, il suo valore simbolico, sociale ed estetico, oltre che vitale, dall’epoca greco-romana fino all’avvento del barocco e al contemporaneo. Così i #museitaliani inaugurano il 2018 Anno del Cibo Italiano, con una campagna dedicata a piatti d’autore realizzati con tempera e chiaro scuro, in marmo o su ceramica, tanto belli da concepirne profumo e gusto. Scatta e condividi con #annodelciboitalianoe #ItalianFood2018! . Domenico Fiasella, Cena di Cristo in casa di Simone il Fariseo (dettaglio), 1613 circa / Genova, Palazzo Reale @palazzorealegenova #gennaioalmuseo #genova #palazzorealegenova #rolli #foods #foody #foodstagrams #foodlover #italia #italy #travelerinitaly #postcardsfromtheworld #museums #art #igersitalia #arte #italianmuseums #travelgram #traveldeeper #whatitalyis #lovetheworld #neverstopexploring #food #food52 #italianfood #foodandwine #winery

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La campagna promozionale sui social è già stata lanciata e si avvale di locandine che traggono spunto dalle opere d’arte presenti nei nostri musei. È stata l’arte infatti a riconoscere per prima la valenza culturale del cibo, il suo valore simbolico, sociale ed estetico, oltre che vitale, fin dall’epoca greco-romana poi con l’avvento del barocco e dell’arte contemporanea. Così nei nuovi manifesti che fanno parte della campagna social già lanciata nei musei italiani compaiono un calice di vino nella mano di Bacco, piatti abbondanti di cacciagione, pesci e crostacei per un banchetto luculliano, ceste ricolme di grappoli d’uva, pani, mele e melograni, cascate di ciliegi dalle mille sfumature. Più precisamente si tratta di 50 locandine digitali in cui figurano la stele di Karo al Museo Egizio di Torino, la Cena con sponsali di Gherardo delle Notti, la Natura morta con peperoni e uva di Giorgio De Chirico, così come le sculture di Darren Bader al Museo Madre di Napoli e i manifesti pubblicitari conservati al Museo Salce di Treviso, l’Ultima Cena di Leonardo, gli affreschi di Pompei, le nature morte della Villa Medicea di Poggio a Caiano e i dipinti della Scuola Napoletana.
L’account Instagram @museitaliani invita i visitatori degli oltre 420 musei, parchi archeologici e luoghi della cultura italiani, a cercare, fotografare, postare e condividere il tema del cibo con l’hashtag #annodelciboitaliano.

Le iniziative dell’Anno del cibo italiano, di cui è stato presentato il logo ufficiale (in alto), non si limitano certo alle attività sui social. Tra l’altro si punterà sulla valorizzazione dei riconoscimenti Unesco legati al cibo come la Dieta Mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi di Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiuolo napoletano iscritta di recente. Sarà l’occasione per il sostegno alla candidatura già avviata per il Prosecco e quella nuova legata all’Amatriciana. Allo stesso tempo saranno attivate iniziative per far conoscere e promuovere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento e la promozione delle filiere e ci sarà un focus specifico per la lotta agli sprechi alimentari.
Ogni strategia di promozione turistica che verrà portata avanti durante tutto il 2018 attraverso l’Enit e la rete delle ambasciate italiane nel mondo punterà sullo stretto legame tra cibo, arte e paesaggio e permetterà di evidenziare come il patrimonio enogastronomico faccia parte del patrimonio culturale e dell’identità italiana.