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Cioccolato, caffè, formaggio, ma anche strumenti musicali, abbigliamento e molto altro ancora. Il "sistema Piemonte" si presenta a Expo 2015 con il turismo d'impresa di "Made in Piemonte", un progetto simbolo della cultura d'eccellenza piemontese in ambito turistico, economico e culturale.

Il turismo legato alla dieta mediterranea potrebbe generare un valore economico aggiuntivo di circa 800 milioni di euro solo in Italia, secondo una ricerca di Mattiacci e Sfodera, docenti alla Sapienza di Roma

Lo sappiamo: uno sciopero è tanto più efficace quanto più è visibile. Anche la figuraccia, però, sarà proporzionale visto il palcoscenico mondiale su cui andrà in scena, confermando una volta ancora il doppio stereotipo su noi italiani: arruffoni, inaffidabili e incapaci di gestire da un lato, vittime di un sistema in cui utenti e clienti (in questo caso cittadini e turisti) sono ostaggi dei capricci di chi eroga il servizio. Insomma "fuori dal mondo".

È utile, intelligente, corretto nell'anno dell'Expo privarsi di un alleato strategico per la promozione del nostro Paese? La domanda (retorica) sorge spontanea visto che ieri mattina, all'inaugurazione della mostra "Camera con Vista", il Presidente dell'Associazione stampa Estera in Italia Tobias Piller ha ribadito la propria preoccupazione per la possibilità che il prezioso lavoro dei corrispondenti possa essere messo a rischio dalla decisione da parte del Governo di non mantenere i propri impegni a sostegno dell'Associazione, primo fra tutti l'utilizzo della sede di via dell'Umiltà.

Al via il progetto di Regione in partnership con Unioncamere Piemonte per una valorizzazione esperienziale delle produzioni agroalimentari, del lusso e del design

Ci sono diritti e doveri, nell'ormai lunga vicenda che riguarda l'isola di Budelli, come del resto succede sempre. Il diritto di prelazione del Parco sul neozelandese che l'ha acquistata, innanzitutto, si accompagna al dovere di presentare un piano di tutela del Parco.

No, Roma non è per tutti. Lo abbiamo già scritto più volte che gioielli preziosi come l'Urbe, o come Venezia o Firenze, devono imparare a coniugare la valorizzazione economica del proprio patrimonio "turistico" in senso ampio puntando sulla qualità più che sulla quantità dei visitatori.