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Il progetto farà risaltare le peculiarità di natura culturale, sociale, etnica e alimentare dei territori facendone un importante veicolo di comunicazione turistica

La Regione Friuli Venezia Giulia ha aderito per prima al progetto di Geoportale della cultura alimentare, sfida lanciata dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT), presentato nei giorni scorsi in Commissione Cultura della Conferenza Stato-Regioni.

Il Geoportale ha lo scopo di catalogare e comunicare attraverso la rete il patrimonio della cultura alimentare regionale (oggetti, tradizioni, saperi, mestieri, ricette, luoghi, beni materiali e immateriali legati al cibo). Tecnicamente si tratta di una piattaforma, l'interfaccia web di navigazione, messa a punto dall'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (in provincia di Cuneo), che consentirà alle varie banche dati (tra cui il SiRPAC) di dialogare, condividere e comunicare in maniera nuova, facile, accattivante, anche attraverso video narrazioni, la ricchezza della cultura alimentare regionale.

"I beni culturali etnoantropologici della nostra regione - spiega l’assessore alla Cultura del Friuli Venezia Giulia, Gianni Torrenti - sono un patrimonio fondamentale per la conoscenza e la storia dell'uomo e anche un capitale, in quanto vitale giacimento per lo sviluppo economico. La catalogazione e la fruizione delle nozioni che riguardano le tradizioni popolari, attualmente disorganiche in quanto frammentate, ci permetteranno di avere un unico archivio al quale attingere per avere dati di natura culturale, sociale, etnica ed alimentare. La possibilità di avere accesso a una fonte unica rappresenta inoltre un rilevante strumento di Pianificazione strategica".

Chi effettua la ricerca attraverso la digitazione di una singola parola o partendo dall'individuazione di uno specifico ambito geografico, raccoglie una lista di informazioni specifiche, visualizzabili su mappa geografica, ma può anche scegliere di effettuare un percorso culturale che lega quel territorio o quel bene specifico al territorio circostante. Il risultato della ricerca è consultabile sul proprio computer o smartphone, con un livello di attrattività e potenzialità turistica facilmente immaginabile.

L’ERPaC - Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del FVG ha già avviato il percorso di formazione degli operatori con un corso che si sta svolgendo a Pollenzo, in Piemonte, dove ha sede l'Università delle Scienze gastronomiche Slow Food, con la partecipazione dei docenti più qualificati di un centro di studi specialistici attivo da oltre dieci anni e frequentato da studenti di tutto il mondo. La formazione permetterà poi di essere abilitati a rendere fruibili i dati sia ai cittadini, sia alle aziende agroalimentari che intendono innovare i loro prodotti, sia ai turisti in cerca di percorsi esperienziali. Attualmente la grande banca dati regionale, il SIRPaC (Sistema Informativo Regionale del Patrimonio Culturale), accessibile on line, contiene oltre 300.000 record georiferiti relativi ai beni architettonici, archeologici, artistici, etnoantropologici, fotografici del territorio regionale.
Oltre ai propri esperti, il Servizio catalogazione, formazione e ricerca ha coinvolto direttamente i territori e i referenti dei sei Ecomusei regionali del FVG e di altre realtà culturali impegnate sul tema, in particolare sulla riattivazione di filiere tradizionali di produzione di alimenti, che spesso sono Presidi Slow Food.