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Da un’idea del governatore toscano Rossi nasce il progetto per una macroregione che va dal Tirreno all’Adriatico, in un territorio storicamente e paesaggisticamente simile. Al centro dell’iniziativa condivisa le azioni da intraprendere per turismo, fondi europei e sostegno alle pmi


L’espressione “Italia di mezzo” evocherà in molti un’atmosfera da Signore degli Anelli, ma in realtà sta a indicare un concetto, un progetto molto meno letterario e molto più concreto: l’unione spontanea di Toscana, Umbria e Marche.
Un’idea del governatore toscano Enrico Rossi, accolta dai presidenti di Umbria, Catiuscia Marini, e Marche, Luca Ceriscioli: a suggellarla, il “patto del Sagrantino”, stretto dai tre amministratori regionali con un brindisi a base del vino umbro. Un’alleanza che affonda le sue radici nella storia e che proietta i suoi rami nel futuro, con un arbusto fatto di turismo, sostegno alle imprese e collaborazione nel reperimento e nella gestione dei fondi europei.
“È lecito parlare di un'Italia di mezzo? Toscana, Umbria e Marche possono formare una macroregione? La storia in questo ci dà una mano” ha scritto Enrico Rossi al Corriere Fiorentino, citando una “comunanza di arte e paesaggio e a dispetto del sortilegio d'una geografia impervia”. Comunanza che nella storia ha mosso da una parte all’altra di questo macroterritorio personaggi come Giotto, Piero della Francesca, Raffaello, Machiavelli, e che al di là delle differenze tra Tirreno e Adriatico presenta soprattutto nell’entroterra appenninico e collinare tratti paesaggistici – sia naturali sia antropici – simili.

“Toscana, Umbria e Marche si assomigliano. Hanno numeri, necessità ed opportunità comuni e possono dunque formare utilmente una macroregione. Soprattutto possono integrare molti servizi tra loro” questa la convinzione del presidente della Toscana che ha lanciato la proposta di un'alleanza per una nuova regione che dal Tirreno arrivi fino all'Adriatico, con un territorio di oltre 41.000 chilometri quadrati, 6.230.000 cittadini e con il 12 % del Pil nazionale.
Il progetto di collaborazione tra le tre Regioni punta quindi a un’azione coordinata per i servizi, le politiche di programmazione e la gestione dei fondi comunitari che sfrutti la forza di tre economie a beneficio di export, turismo e internazionalizzazione.
L’alleanza, suggellata a Perugia dal patto del Sagrantino di cui sopra, nasce così in maniera spontanea, anticipando i tempi di riforme politiche nazionali, proprio con l’intento di fare sistema a vantaggio dei territori.

 Pietro Martinetti

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Fonte immagine: infografica di confronto tra Toscana, Umbria e Marche

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