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Appennino Tosco-Emiliano, Delta del Po, Alpi Ledrensi e Judicaria: il nostro Paese iscrive 3 nuovi siti nella lista dell'Unesco "Man and Biosphere". Il contributo italiano alla biosfera mondiale sale così a 13: le prime il Circeo e l'Alto Molise nel 1977


Le prime furono Collemeluccio-Montedimezzo Alto Molise e il Circeo, nel 1977, seguite da Miramare e costiera triestina due anni più tardi. Poi 18 anni di attesa per Cilento e Vallo di Diano e Somma Vesuvio e Miglio D'Oro, nel 1997. Nel terzo millennio, Valle del Ticino nel 2002, Isole toscane nel 2003, Selva Pisana nel 2004. E di nuovo lunghi anni di attesa per l'Area transfrontaliera della Biosfera Monviso, tra 2013 e 2014, e la Sila nel 2014.
E da ieri, l'Italia ha fatto 13. Il Consiglio internazionale di coordinamento dell'UNESCO, nell'ambito del programma "Uomo e Biosfera" (Man and Biosphere), ha infatti approvato all'unanimità l'iscrizione di 3 nuovi siti italiani nel prestigioso network mondiale delle riserve UNESCO.
Si tratta di 2 siti a carattere inter-regionale, l'Appennino Tosco-Emiliano, e il Delta del Po (quest'ultimo sul confine fra Veneto e Emilia Romagna), e del sito Alpi Ledrensi e Judicaria che si estende dalle Dolomiti di Brenta al Lago di Garda nella Provincia di Trento.
"È la prima volta, in quarant'anni, che l'Italia ottiene un risultato così importante a livello internazionale in ambito ambientale" ha dichiarato in una nota ufficiale il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti "L'UNESCO, iscrivendo 3 nuovi siti nella Lista delle eccellenze naturalistiche, evidenzia la straordinaria biodiversità e ricchezza di paesaggi del nostro Paese e, al tempo stesso, riconosce la capacità delle comunità locali di saper trovare il giusto equilibrio fra uomo e natura, valorizzando l'insieme delle risorse umane, naturali, culturali, paesaggistiche e produttive presenti sul territorio. Per l'UNESCO, infatti, questi 3 siti naturalistici sono esempi emblematici di sviluppo sostenibile, sapendo offrire al mondo intero l'esemplarità di un percorso di crescita economica e turistica rispettosa dell'ecosistema e della biodiversità. Il riconoscimento pervenuto da Parigi mi riempie di orgoglio e conferma la bontà dell'azione di salvaguardia dell'ambiente avviata dal governo italiano".
"Alla mia gioia di Ministro si unisce la mia gioia di emiliano per il risultato raggiunto dal mio territorio: sono doppiamente felice, doppiamente orgoglioso" ha poi sottolineato il ministro bolognese.
Le 3 candidature erano state presentate all'UNESCO il 30 settembre 2014, dopo un lungo negoziato. In precedenza i siti Delta del Po e Alpi Ledrensi e Judicaria avevano ricevuto dall'UNESCO una valutazione non pienamente favorevole ed erano state rinviate. I nuovi dossier di candidatura, con l'aggiunta del sito dell'Appennino Tosco-Emiliano, hanno ottenuto oggi dall'UNESCO un voto unanime favorevole.
Con queste nuove iscrizioni sono quindi 13 le riserve italiane nella Lista dell'UNESCO. Dopo 10 anni di sostanziale assenza dell'Italia in tale consesso internazionale ben 5 riserve sono state iscritte negli ultimi 3 anni, e 6 di quelle già presenti hanno rinnovato il proprio impegno con una estensione del proprio territorio.

 

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Nell'immagine, uno scorcio delle Alpi Ledrensi. Fonte: pernici.com