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Cupra Marittima

 Il bando, a cui possono partecipare tutte le tipologie di strutture, pone particolare attenzione alle nuove vocazioni turistiche come i bike-hotel e le strutture per ospitare gli appassionati di trekking

La Regione Marche punta sulla ristrutturazione e riqualificazione delle strutture ricettive. Per questo sta per lanciare un bando che stanzia un milione 953 mila euro di Fondi POR Fesr 2014-2020 e vuole essere una spinta agli investimenti in un’ottica pubblico-privato con la modalità dei contributi in conto capitale. La Regione crede dunque nelle potenzialità e nelle possibilità di crescita del turismo marchigiano, per questo è indispensabile riqualificare gli spazi, promuovere l’innovazione delle dotazioni tecnologiche e gli ampliamenti di alberghi e strutture extralberghiere, aumentandone la qualità. Il bando uscirà a luglio e resterà aperto per 90 giorni.

Sono molte le azioni individuate per dare un nuovo impulso all’industria turistica. Potranno partecipare al bando le micro, piccole e medie imprese appartenenti al comparto ‘Strutture Ricettive’, dagli alberghi alle country houses, alle dimore storiche ai B&B, alle case vacanze. La Regione terrà conto delle nuove vocazioni del turismo ‘slow’, come i bike-hotel, nell’ottica di valorizzazione e realizzazione di circuiti collegati di ciclovie, e le strutture ricettive specializzate nell’accoglienza di appassionati di trekking, di pellegrini e di turisti che affrontano il viaggio a piedi.

Ma il bando si rivolge anche al segmento Family e a strutture ricettive, stabilimenti balneari, specializzati nell’accoglienza di famiglie con bambini. Al settore Benessere, quindi a strutture ricettive con terme/spa, centro benessere, qualificate per l’ospitalità di turisti che ricercano il relax e il benessere del corpo e della mente, e alle strutture Business e Meeting, specializzate nell’accoglienza di chi lavora o dotate di sale convegni per riunioni d’affari.

“È un bando strategico – ha spiegato l’assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni – che nasce da scelte condivise con le associazioni di categoria e territoriali e che da molti anni non veniva concepito con questi contenuti”.

Le opere oggetto di contributo (il costo complessivo ammissibile per la realizzazione del progetto, non può essere inferiore a 50.000 euro e non superiore a 200 mila in regime “de minimis”) sono lavori e opere edili, compresi gli impianti ma esclusi gli interventi di manutenzione ordinaria; beni strumentali e attrezzature, comprese le dotazioni informatiche; arredi; acquisto di immobili, terreni e fabbricati. Sono ammissibili le spese sostenute a partire dal 1 gennaio 2015. I lavori dovranno essere conclusi entro 12 mesi dalla data di concessione del contributo.