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Regione Piemonte vara la legge di riordino della gestione delle aree protette. Snellimento burocratico, vendita online dei prodotti tipici e possibilità di introdurre biglietti d'ingresso sono le azioni previste per valorizzare parchi e aree naturali a fini turistici, commerciali e ambientali


Il Piemonte riforma le aree protette, per garantirne la rappresentatività territoriale e rendere più efficiente la gestione, creando così un "brand" capace di far nascere un sistema attrattivo per i fondi comunitari, snellire la burocrazia e le procedure: sarà così possibile dar vita a iniziative volte alla promozione del territorio e dei suoi prodotti tipici. Questi gli obiettivi della legge regionale sul "Riordino del sistema di gestione delle aree protette regionali e nuove norme in materia di Sacri monti" approvata in questi giorni dal Consiglio regionale piemontese.
"Un traguardo importante per la valorizzazione del patrimonio naturalistico piemontese, grazie al quale si è voluto garantire una maggiore attenzione a chi vive e opera nelle aree protette garantendo al territorio una maggiore rappresentatività nella gestione di questi patrimoni. È inoltre l'occasione in cui si passerà ad una visione che affiancherà alla necessità di conservazione degli habitat delle aree protette a una prospettiva capace di guardare maggiormente alla promozione delle attività produttive e turistiche del territorio interessato" ha spiegato l'assessore piemontese all'Ambiente, Alberto Valmaggia.

 

La legge approvata, spiegano dalla Regione, interviene innanzitutto sugli Enti di gestione delle Aree protette, che passano da 14 a 12, incluso l'Ente di gestione dei Sacri Monti, la cui competenza passa all'Assessorato alla Cultura e al Turismo.
Alla luce della nuova legge, l'elenco aggiornato degli Enti di gestione include:
- quello delle aree protette del Monviso, al cui interno nascerà il nuovo Parco naturale, e che registra un aumento della superficie tutelata;
- l'Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Marittime, che vedrà la gestione comune delle aree in precedenza gestite dall'Ente di gestione del Parco naturale delle Alpi Marittime e dal Parco naturale del Marguareis;
- aree protette del Po torinese;
- aree protette dei Parchi reali, che vedrà la gestione delle aree in precedenza affidate all'Ente di gestione delle aree protette dell'Area metropolitana di Torino;
- aree protette del Po vercellese-alessandrino;
- aree protette del Ticino e del Lago Maggiore, che assorbirà anche la gestione delle aree in precedenza affidate all'Ente di gestione delle Riserve pedemontane e delle Terre d'acqua;
- aree protette dell'Ossola;
- aree protette dell'Appennino piemontese, che garantirà la gestione delle aree in precedenza affidate all'Ente di gestione Parco naturale delle Capanne di Marcarolo;
- Parco Paleontologico astigiano;
- aree protette della Valsesia;
- aree protette delle Alpi Cozie;
- Sacri Monti (competenza trasferita all'Assessorato regionale alla Cultura e al Turismo).

 

La nuova governance degli Enti di gestione prevede che Comunità delle Aree Protette, Consiglio dell'Ente di Gestione e Consulta per la promozione del territorio siano i principali soggetti che compongono i nuovi enti di gestione.
La Comunità del parco è l'organo consultivo e propositivo dell'ente parco, attraverso cui si attua la partecipazione degli enti locali interessati alla gestione. Tale sistema è previsto per tutti gli enti di gestione, a esclusione dei Sacri Monti, ed è composto dai presidenti delle Province, dai sindaci dei Comuni e dai presidenti delle Unioni montane nei cui territori sono ricomprese le aree protette gestite dell'ente.
Il Consiglio dell'Ente di gestione è il vero soggetto politico di governo dell'ente. La nuova normativa prevede una maggiore partecipazione del territorio a questo organo. Si prevede infatti un maggior numero di componenti a seconda dei Comuni ricadenti sul territorio in questione, oltre alla garanzia della nomina di un membro per quei Comuni il cui territorio rappresenta almeno il 25% della superficie dell'area interessata.
La Consulta per la promozione del territorio, introdotta con la nuova legge, garantisce la rappresentanza delle associazioni di categoria in sede di espressione di pareri sul regolamento delle aree protette e formula proposte al Consiglio in chiave di promozione del territorio.

 

Per favorire lo snellimento burocratico, la legge introduce nuove norme di semplificazione nelle procedure di approvazione degli atti di pianificazione, riducendo i tempi delle varie fasi o introducendo l'istituto del silenzio assenso. Al fine poi di valorizzare il Museo paleontologico territoriale dell'Astigiano, è stato definito che operi in raccordo con il Museo regionale di Scienze naturali della Regione Piemonte.
La nuova legge si occupa anche di e-commerce, prevedendo che la Regione Piemonte promuova, anche con la collaborazione dei Gruppi di Azione Locale (GAL), delle associazioni datoriali o di soggetti terzi, l'e-commerce dei prodotti agricoli, artigianali o comunque relativi all'area protetta con la realizzazione di una piattaforma ad esso dedicata, anche attraverso la valorizzazione di specifici marchi di qualità.
L'ultima novità riguarda la possibilità di introdurre biglietti di ingresso ai Parchi o tariffe per alcuni servizi. Gli enti gestori delle aree protette possono, d'intesa con la comunità del parco, introdurre biglietti di ingresso per l'intera area protetta o solo una parte, oppure introdurre tariffe per servizi che l'ente gestore eroga. Le risorse derivanti saranno prioritariamente destinate ad attività di promozione territoriale e incremento occupazionale dei residenti all'interno dei Comuni dell'area protetta.

 

Per conoscere i dettagli della nuova legge approvata da Regione Piemonte: http://www.regione.piemonte.it/cgi-bin/ufstampa/comunicati/dettaglio_agenzia.cgi?id=17751

 

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Nella foto, i laghi del Monviso. Fonte: girodelmonviso.com