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Dal rapporto Bankitalia sull'economia valdostana emerge un altro calo del Pil nel 2013, con record negativo nel turismo. Ma quest'anno si intravvedono segnali di ripresa


"Per la prima volta l'afflusso turistico in Valle d'Aosta è sceso sotto la quota di tre milioni di unità all'anno" ha affermato Gennaro Argirò, direttore della filiale valdostana della Banca di Italia, presentando il rapporto sull'economia regionale 2013 che mostra ancora i segni della crisi. A diminuire nel comparto turistico sono stati sia le presenze (-5,9%) sia gli arrivi (-3,7%).
Mentre il Pil regionale cala dell'1,6% (nel 2012 era calato del 3,5%), e mentre prosegue la crisi del settore delle costruzioni (-5,6% nel 2013), sia nel comparto pubblico che privato, e del settore industriale (-3% il valore aggiunto del settore nel 2013), si registra quindi una dinamica negativa anche nel turismo. Una flessione che sorprende negativamente, se si considera che invece a livello nazionale il comparto viaggi è in crescita. Il turismo valdostano, che vale il 7% del valore aggiunto, ha registrato quindi, per la prima volta nel 2013, un numero di presenze inferiore ai 3 milioni, ma il calo turistico è una tendenza di lungo periodo. Nell'ultimo decennio, infatti, l'andamento è stato nel complesso negativo a causa del calo della domanda interna e dell'accresciuta concorrenza internazionale, e complessivamente fra il 2001 e il 2012 le presenze turistiche nelle località valdostane sono calate del 2,8%.
Un calo, appunto, spiegato quasi esclusivamente dalla componente italiana (-16,5%), mentre tra il 2008 e il 2012 è cresciuta invece la spesa dei viaggiatori stranieri (soprattutto extra europei) del 4,5%. Nel 2013 le imprese attive nel campo dei servizi di alloggio e ristorazione erano 1663, il 14% del totale, e secondo l'analisi di Argirò sono quelle che hanno registrato "una redditività più contenuta e un livello di indebitamento più elevato".
A soffrire è anche l'occupazione: -1,4% quella generale, mentre nel settore ristorazione e alberghiero la flessione è stata del 7,4%: nel complesso, la disoccupazione valdostana nel 2013 ha toccato quota 8,4% e quella giovanile il 30,4%.
Tuttavia, mentre il settore agricolo cresce dello 0,5% (e la produzione di vino del 35,9%), proprio dal territorio potrebbe arrivare la ripresa. Nel primo trimestre 2014, infatti, è stata registrata un'inversione di tendenza nei flussi turistici in Val d'Aosta, con una crescita delle presenze che, per quanto contenuta (+0,8%), lascia intravvedere la possibile uscita dalla crisi che persiste ormai da anni nel turismo valdostano.
"Crescita e occupazione sono gli obiettivi da perseguire con determinazione. Ai fini della crescita è necessario rilanciare gli investimenti e valorizzare il capitale umano, lavorando sul lato dell'offerta con il miglioramento della didattica che va legata agli sbocchi professionali" è l'analisi finale di Argirò.

 

 

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Fonte foto: Zetablue blog