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Ombrelloni e sdraio al Lago Mò Mò, un'enorme "pozzanghera" causata dalle alluvioni e rimasta a distanza di mesi per l'incuria delle istituzioni


Come attirare l'attenzione sull'importanza che ha la tutela e la salvaguardia del territorio? Con uno stabilimento balneare su una "pozzanghera". È quanto successo a Pisticci, in provincia di Matera, dove il Comitato di difesa delle terre joniche ha inscenato una forma singolare di "protesta turistica" inaugurando uno stabilimento completo di pedalò e chiosco per i panini al Lago Mò Mò.
Fin dal nome attribuitogli, che ironizza sulle proteste per le promesse di immediato intervento mai mantenute, il Lago Mò Mò rappresenta un simbolo della mancanza di interventi volti alla tutela di questo pezzo di territorio della Basilicata, fino a poco tempo fa ricco di attività agricole. "Non potendo più fare agricoltura ci daremo al turismo" è l'amaro commento di Gianni Fabbris, portavoce del Comitato, riferito alla Gazzetta del Mezzogiorno dopo l'inaugurazione di uno stabilimento balneare sulla riva del lago formatosi dopo gli allagamenti dell'ottobre e dicembre scorsi. I turisti hanno quindi potuto prendere il sole, mangiare un panino, andare in canoa e partecipare all'iniziativa di protesta turistica lucana che ha attirato a Pisticci curiosi da varie regioni d'Italia, in particolare la Puglia e la Campania (soprattutto dalla Terra dei Fuochi). L'iniziativa, infatti, aveva tra i principali obiettivi proprio quello di radunare esponenti di associazioni su scala nazionale per costituire una rete dei siti inquinati da bonificare e di quelli dissestati da recuperare.
"E la scelta del lago Mò Mò è fortemente simbolica. Siamo a ridosso della Pista Mattei ed a 500 metri da Tecnoparco. Vale a dire dal fallimento della industrializzazione chimica della Valle del Basento e dal mancato decollo delle infrastrutture. Il fallimento di un modello di sviluppo. Come per l'agricoltura. I greci navigavano i nostri fiumi. Oggi essi sono per noi un incubo. Così, a mesi di distanza dalla sua formazione, il lago Mò Mò è ancora qui a dimostrare i mancati interventi di risanamento del territorio da parte delle istituzioni. Ecco perché chiederemo al Comune di Pisticci ed alla Regione Basilicata la concessione per uno stabilimento balneare. Da domani faremo gli operatori turistici" ha spiegato ancora Fabbris alla Gazzetta del Mezzogiorno.
Al di là della protesta e della provocazione, va detto che l'iniziativa ha rappresentato anche il punto di partenza della Carovana per le terre e per i fiumi, una serie di incontri che servirà per la presentazione e la raccolta di firme per la proposta di legge per il Bonus terra elaborata del Comitato. Nel testo si chiede la costituzione di un fondo per la tutela della terra e delle attività compatibili nelle aree a rischio idrogeologico e ambientale. La proposta di legge sarà depositata in Cassazione il 19 giugno, e inizierà la raccolta di firme fra i cittadini.
I primi due appuntamenti sono stati già fissati. Il primo a Roma, alle ore 12 sempre del 19 giugno, nella sala Poli della Camera dei deputati in cui verrà illustrata la proposta ai parlamentari lucani. Il secondo a Potenza, il giorno seguente, per consegnare il testo al presidente della Regione, Marcello Pittella. Dopo questi due atti la Carovana per la terra ed i fiumi proseguirà la sua marcia il 21 giugno con le tappe di Rotondella e Nova Siri per concludersi a Matera il 7 luglio prima di passare in Puglia.

 

 

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Fonte foto: Gazzetta del Mezzogiorno