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Un tempo isola felice, oggi alle prese con difficoltà economiche che investono il turismo e l'export, facendo crescere la disoccupazione. Per uscire dalla crisi, il percorso è sempre lo stesso: fare rete

 

Un vecchio spot, oggi introvabile in rete, dipingeva la Valle d'Aosta come "l'isola felice", ma l'immagine si è sbiadita nel tempo. Oggi, infatti, anche la regione autonoma alpina patisce il peso della crisi economica, che investe l'economia valdostana a 360°, dal commercio al turismo all'industria.
Come spiega un articolo di Augusto Grandi su Il Sole 24 ORE, secondo Bankitalia il Pil regionale è calato dell'1,8% nel 2012, con un crollo dell'export, una frenata del turismo e con la disoccupazione al 7,1%; e per il 2013 il Pil stimato è -1,9%, mentre la disoccupazione nel secondo trimestre è al 7,64%, l'export è calato del 5,4% nel primo semestre e nel turismo sono state perse 27.000 presenze tra luglio e agosto. Certo, gli esempi positivi non mancano, dalle mostre ospitate al Forte di Bard all'atteso rilancio del casinò di St. Vincent. E anche l'industria agroalimentare continua ad avere successo internazionale.
Tuttavia anche in Valle d'Aosta, come nel resto d'Italia, quello che manca è la coordinazione e la comunicazione integrata; non a caso, il titolo dell'articolo di Augusto Grandi rimanda al mantra della comunicazione legata al turismo, "La priorità: cominciare a fare rete".
E così, anche se – come denuncia il presidente della regione Augusto Rollandin – "Il governo di Roma è latitante. Ci obbliga ad attese lunghissime su qualsiasi tema", le difficoltà economiche stanno spingendo per forza di cose a un'integrazione con altre realtà di quell'area alpina che comprende territori di Francia, Svizzera, Austria, Germania, Liechtenstein e Slovenia, un'area da 70 milioni di persone che, spiega Grandi, "se riuscirà a cooperare, potrà garantire notevoli opportunità di sviluppo".
Il turismo, frattanto, storicamente forte nell'economia regionale, è alle prese con crescenti difficoltà, legate principalmente alle presenze degli italiani: "i fondi regionali per ammodernare gli hotel sono venuti meno, gli investimenti languono e il prodotto offerto ne risente, i prezzi dell'autostrada ed il disservizio ferroviario sono ostacoli sempre più alti" il tutto "mentre Losanna arriva a Torino dalla confinante Svizzera a proporre pacchetti per lo sci e per i soggiorni estivi".

 

La Valle d'Aosta non ha più il passo, continuo e regolare, dei montagnard. La crisi morde una regione che aveva dimenticato le difficoltà del passato per trasformarsi nel l'isola felice celebrata da uno spot. E molti, troppi, si erano cullati nell'illusione che la Regione potesse risolvere tutto, per tutti.
Non poteva essere così e il risveglio è stato brusco. Secondo Bankitalia il Pil è calato dell'1,8% nel 2012, con un crollo dell'export, una frenata del turismo e con la disoccupazione al 7,1 per cento. E quest'anno si mette peggio: Pil stimato -1,9% (secondo Prometeia), disoccupazione nel secondo trimestre a 7,64, 27mila presenze perse nel turismo tra luglio e agosto scorsi, export in calo del 5,4% nel primo semestre. In realtà non tutto va male. Il Forte di Bard ospita mostre di successo e le iniziative riempiono l'hotel di riferimento, Stendhal; St.Vincent sogna il rilancio con la fine dei lavori al Casino e al Billia; a Mascognaz cresce l'hôtellerie di alto livello.

 

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