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Genova mare porto

Bene il turismo, grazie agli stranieri, meno bene le esportazioni, l'edilizia, la cantieristica navale e soprattutto la domanda interna

 

A dare il polso dell'economia in Liguria è la sede di Genova della Banca d'Italia, che ha realizzato lo studio denominato appunto "L'economia della Liguria". Secondo Bankitalia, quindi, nella Regione del Nord Ovest tengono il turismo, in prevalenza straniero, e le esportazioni mentre, rimane debole la domanda interna e proseguono le difficoltà nei settori dell'edilizia e della cantieristica navale.
Continua poi a calare l'occupazione, con un triste primato ligure del 42% di disoccupazione giovanile, superiore anche al già drammatico 40% registrato a livello nazionale. Nel 2013 in Liguria, ha spiegato il direttore pro tempore della sede genovese di Bankitalia, Nicola Barbera, "la domanda interna continua a rimanere debole, la produzione si è contratta ulteriormente e l'acquisto di beni durevoli è calato del 5%. Questo è un segnale di difficoltà delle famiglie, anche se la ricchezza media delle famiglie in Liguria rimane superiore rispetto al resto d'Italia. L'occupazione, poi, è calata di un ulteriore 2,9%, raggiungendo un tasso di disoccupazione del 10% a fine 2013, con un dato molto preoccupante relativo ai giovani".
Uno scenario complicato, una fase difficile per il territorio ligure e per la sua economia. Ancora Barbera spiega: "Tutta l'industria cala dello 0,8% rispetto all'anno precedente. È però un calo relativo, perché nel 2012 avevamo registrato un calo del 2,9% sul 2011". "C'è quindi una frenata e per l'anno in corso penso che possiamo aspettarci uno stop di questa discesa con qualche debole segnale positivo, da verificare nel corso dell'anno" è la consolazione espressa da Barbera.
Tra i settori in maggiore difficoltà in Liguria c'è il comparto delle costruzioni che nel 2013, rispetto al 2012, "registra una riduzione delle compravendite di oltre il 7%, anche se la tendenza negativa tende a frenare". Difficoltà emergono anche nell'accesso al credito: "C'è un calo complessivo di circa il 3% del complesso dei crediti erogati sia alle imprese sia alle famiglie ma questo dato è più contenuto in Liguria rispetto ad altre regioni".
A dare forza all'economia della Liguria resiste quindi il turismo, ma anche in questo caso pesa il calo della domanda interna. La riduzione di quasi il 3% degli arrivi di turisti italiani è stata infatti più che compensata dall'incremento dell'11,9% degli stranieri, la cui spesa, nel 2013, è cresciuta in Liguria dell'11,7% (mentre è del 3,1% in Italia). E a conferma dell'importanza strategica dell'industria dell'ospitalità in terra ligure c'è anche l'aumento del 9% registrato nel movimento passeggeri via mare, a seguito della notevole crescita del comparto crocieristico.
L'uscita dalla crisi per la Liguria passa quindi inevitabilmente dal turismo, e auspicabilmente anche da quello italiano.

 

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