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Il modello emiliano-romagnolo di sviluppo turistico-territoriale risulta vincente: sarà riproposto ai sette partner italiani e croati

Nelle attività di promozione e sviluppo del territorio, puntare ad ottenere buoni risultati è cosa comune, ma diventare un modello da replicare è un esito decisamente non scontato.

È quanto accaduto a Regione Emilia-Romagna, capofila del partenariato che ha presentato il progetto Recolor, l’iniziativa finanziata dal programma di cooperazione territoriale europea Italia-Croazia 2014-2020 che ha come obiettivo la crescita dell’attrattività turistica dei paesaggi urbani e rurali italiani e croati che possiedono un rilevante patrimonio culturale ma che risultano al di fuori dei circuiti turistici tradizionali. Al progetto sono stati destinati circa 2,1 milioni di euro.

A partire dal 2011, l’Emilia-Romagna ha messo a punto una serie di esperienze immersive e non convenzionali, nelle quali il turista smette di essere semplice spettatore e vive – e di conseguenza scopre e conosce – attraverso i propri sensi ciò che ha caratterizzato la storia e la cultura del territorio. Così, da un balcone panoramico a Pennabilli (RN), nel Montefeltro, è possibile ammirare il paesaggio raffigurato nella Gioconda di Leonardo Da Vinci e osservare con i propri occhi le trasformazioni che il territorio ha subito da allora, nel confronto con una riproduzione del dipinto. Oppure, da “I balconi di Piero”, piccoli belvedere realizzati lungo le strade che il pittore Piero della Francesca percorreva per recarsi dai propri committenti a Urbino e a Rimini, si possono ammirare i paesaggi che l’artista vedeva e da cui traeva ispirazione e approfondire qualche dettaglio attraverso pannelli didattici in cui sono riprodotti alcuni dipinti del Maestro con i paesaggi del tempo comparati esattamente agli attuali.

L’innovativo modello emiliano-romagnolo parte dall’analisi di opere d’arte e dalla promozione di itinerari turistici basati su quest’ultime. È un modello in grado di valorizzare sia il patrimonio culturale sia quello naturale attraverso la promozione di opere più o meno conosciute e la creazione di specifici itinerari per visitare i paesaggi ancora esistenti, dando così vita a una nuova offerta turistica e allo stesso tempo a una destagionalizzazione dei flussi.

“Siamo riusciti a trasformare una ricerca scientifica di carattere artistico in un progetto di sviluppo territoriale di valenza turistica”, ha dichiarato con giusta soddisfazione Massimo Mezzetti, assessore alla Cultura di Regione Emilia-Romagna. “Un’occasione per innovare e allo stesso tempo per riscoprire una metodologia rinascimentale, in cui si intrecciano le varie discipline del sapere, con il coinvolgimento dagli esperti d’arte fino ai geologi. Ma anche un segno della creatività e capacità di progettazione dell’Emilia-Romagna che potrà essere condivisa da altri Paesi europei”.

Nell’ambito del progetto Recolor, questo modello sarà riproposto ai sette partner – Università di Bologna, Politecnico di Šibenik, Comune di Campobasso, Comune di Cividale del Friuli, Montefeltro Sviluppo Scarl, Comune di Labin e Città di Zara – che, applicandolo in altrettanti progetti di sviluppo locale, creeranno a loro volta musei all’aria aperta che conducano i visitatori alla scoperta di opere d’arte legate al territorio.

Per il progetto, il budget a disposizione di Regione Emilia-Romagna è di 490 mila euro, di cui 113 mila saranno destinati alla gestione amministrativa e finanziaria del progetto e oltre 223 mila alla creazione di due nuovi balconi, al restauro di quelli esistenti, allo sviluppo di app turistiche, alla realizzazione di segnaletica e materiali promozionali e alle attività di web marketing e di coordinamento scientifico degli interventi: l’interessante offerta emiliano-romagnola è destinata a migliorare ancora.