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Polignano a Mare

Costituita a Polignano a Mare (in provincia di Bari) la rete transfrontaliera che riunisce i musei adriatici di Italia e altri 5 Paesi per valorizzare e condividere il patrimonio culturale

È un’alleanza culturale, prima ancora che turistica, quella sancita a Polignano a Mare, perla della Puglia, tra l’Italia e altri 5 Paesi europei con un progetto che mette al centro i musei.
Albania, Croazia, Grecia, Montenegro e Slovenia sono gli alleati della neo-costituita Rete transfrontaliera dei Musei dell’Adriatico nell’ambito del progetto AdriaWealth (Ricchezza dell’Adriatico), finanziato dal Programma di cooperazione transfrontaliera IPA Adriatico 2007-2013. Capofila del progetto è il Teatro Pubblico Pugliese, con la partnership della Regione Puglia e il supporto di Fondazione Museo Pino Pascali e Apulia Film Commission.
Il network, che mette insieme diverse realtà museali dell’area adriatica al fine di definire nuove forme di approccio interdisciplinare e interculturale, è stato presentato il 24 ottobre proprio al museo Pascali di Polignano dove si sono riuniti i rappresentanti dei musei delle regioni adriatiche italiane insieme ai delegati dei Paesi adriatici coinvolti.
Tra i soggetti partecipanti, oltre alla Direzione generale Musei del MiBACT, ci sono il Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro, la Fondazione Menegaz di Castelbasso (Teramo), il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza (Ravenna), insieme ai rappresentanti della manifestazione Demanio Marittimo.Km-278 che si tiene tutti gli anni a Marzocca di Senigallia, nelle Marche, e che ogni anno riflette proprio sulle potenzialità culturali dell’area adriatica e sul dialogo tra le due sponde. Per la Puglia, presenti il Museo Civico di Foggia e il Museo della Ceramica di Grottaglie.
La Rete dei Musei dell’Adriatico si propone di favorire il confronto, il collegamento e la collaborazione tra realtà museali analoghe che si affacciano sull’Adriatico per valorizzare non solo ciascuna singola realtà e il proprio patrimonio, ma soprattutto per favorire lo scambio di buone pratiche, conoscenze e competenze. Intende inoltre promuovere politiche di cooperazione per migliorare la qualità e le modalità di accesso dei servizi culturali offerti al pubblico, attivare sinergie per lo sviluppo dei “distretti museali”, proporre forme di gestione innovative dei servizi museali per l’innalzamento della qualità dell’offerta museale, stimolare la nascita di una realtà museale nuova, capace di generare nuove forme di innovazione tecnologica, crescita economica e mutamento degli stili e qualità della vita, come indicato nella convenzione.