fbpx

Da Bruxelles il Comitato delle Regioni chiede all'Europa di sostenere il turismo delle località costiere per combattere la disoccupazione giovanile. Il settore vale 183 miliardi l'anno


L'Europa si rivolga al mare per trovare lavoro ai giovani. È un invito a sfruttare di più e meglio il potenziale turistico delle località costiere del Vecchio Continente, quello che Vasco Aldeis Cordero, presidente del governo delle Azzorre e membro del Comitato delle Regioni, ha espresso ieri a Bruxelles in qualità di relatore.
Il Comitato delle Regioni è un organo consultivo che dà voce agli enti regionali e locali dell'Unione europea; il suo compito è di fare in modo che la legislazione dell'UE tenga conto della prospettiva locale e regionale. La Commissione, il Consiglio e il Parlamento devono consultare il Comitato delle Regioni prima che l'UE prenda decisioni su temi di competenza delle amministrazioni locali e regionali (ad esempio, in materia di occupazione, ambiente, istruzione o salute pubblica).
In questa sede, il governatore dell'arcipelago portoghese delle Azzorre ha rivolto un appello affinché le istituzioni continentali e locali migliorino le politiche di cooperazione territoriale, in particolare tra le zone costiere, favorendo così il contrasto alla disoccupazione giovanile. "Il turismo è la spina dorsale di molte economie locali nelle regioni costiere europee" ha infatti dichiarato Alves Cordeiro "e può contribuire ad affrontare la disoccupazione giovanile e aiutare la ripresa economica dell'Europa". "Ma perché questo diventi realtà" ha chiesto il portoghese "abbiamo urgente bisogno di migliorare la cooperazione tra tutti i livelli di governo" così come "di una strategia turistica più ambiziosa e coerente tra governi locali, nazionali ed europei".
Facendo seguito alle recenti proposte della Commissione europea sulla materia, spiega un comunicato ufficiale, il Comitato delle Regioni ha adottato un parere sul tema "Una strategia europea per il turismo costiero e marittimo", un settore che in Europa dà lavoro a 3,2 milioni di addetti e genera 183 miliardi di euro l'anno. Vasco Alves Cordeiro ha accolto dunque con favore il riconoscimento, da parte della Commissione, dell'importante ruolo che il settore svolge nel superare lo stallo della ripresa economica. L'avvio di una strategia per il turismo a livello dell'UE per contribuire a realizzare la cosiddetta "crescita blu" (la strategia a lungo termine per sostenere una crescita sostenibile nei settori marino e marittimo) può creare posti di lavoro, di cui vi è enorme necessità, sottolinea il Comitato, ma il suo successo dipende dall'intervento di una serie di politiche differenti, in particolare in materia di ambiente, trasporti e formazione.
Per il rafforzamento del settore turistico, quindi, è fondamentale una strategia concepita per rispondere alle esigenze specifiche di ciascuna regione costiera e marittima. Secondo il parere espresso dal Comitato l'UE dovrebbe concentrare i suoi sforzi per incoraggiare queste regioni, le cui economie dipendono in così grande misura dal turismo, a sfruttare, nel rispetto dell'ambiente, il carattere unico dei loro servizi e prodotti locali e regionali. Promuovere la diversificazione del settore consentirebbe di superare il problema della stagionalità, attirando turisti tutto l'anno e rivitalizzando così le economie locali.
Il presidente Cordeiro, la cui regione è stata di recente insignita del premio Quality Coast Award per l'eccellenza in materia di turismo sostenibile, ha poi aggiunto: "Le regioni costiere devono mettere a frutto le ricchezze culturali e paesaggistiche che possiedono. Dobbiamo inoltre condividere le conoscenze e le esperienze, e investire in programmi di formazione professionale, soprattutto rivolti ai giovani, per diversificare il settore e ridurre la nostra eccessiva dipendenza dal turismo di alta stagione".

Il Comitato delle Regioni ha sottolineato anche l'importanza di migliorare la cooperazione regionale per condividere le conoscenze sul turismo, esprimendo forti preoccupazioni per l'insufficienza dei collegamenti e delle infrastrutture di trasporto di alcune regioni costiere, soprattutto quelle così dipendenti dal trasporto aereo come quelle insulari, in quanto ciò è un fattore che limita il flusso di turisti e, di conseguenza, frena la crescita. Il Comitato chiede quindi che siano resi disponibili finanziamenti sufficienti a valere sul bilancio UE per il periodo 2014-2020 per sostenere il turismo nelle regioni costiere e migliorare le loro strutture sostenibili.

 

LEGGI ANCHE: Turisti stranieri in Italia, 8 milioni vengono per il mare

La Liguria investe in Cultura e Turismo i fondi Ue

Turismo in Europa, per l'Italia 6 luci e qualche ombra

Cultura e accessibilità, l'Europa mette a disposizione 1,65 milioni di euro