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La concorrenza di Londra e Gran Bretagna si fa sempre più agguerrita, ma da Parigi tengono al record di meta più visitata al mondo e puntano al rilancio lavorando su accoglienza, sicurezza e trasporti


La sfida con gli inglesi non ci sarà al mondiale: mentre i bleus di Deschamps veleggiano tranquilli verso gli ottavi di finale, i leoni di Hodgson faranno compagnia agli azzurri nel viaggio di ritorno, anticipato e mesto, dal Brasile verso l'Europa. Ma nel turismo la competizione di Londra e della Gran Bretagna si fa sempre più pressante per Parigi e la Francia, offesi nell'orgoglio dai vicini d'Oltremanica che qualche mese fa si sono intestati il primato di città più visitata dai turisti mondiali, primato rivendicato prontamente dai transalpini.
La scorsa settimana, parlando a una conferenza nazionale sul turismo, il ministro degli Esteri Laurent Fabius ha addirittura fissato un obiettivo ben preciso: 100 milioni di arrivi internazionali, circa venti in più di oggi. Per raggiungere lo scopo, ha detto la ministro del Commercio Fleur Pellerin, la Francia proverà a rimediare agli inconvenienti riscontrati dai viaggiatori. A partire dalla questione visti, sempre più centrale nel tourism & travel globale, su cui l'esecutivo francese ha promesso interventi risolutivi.
E parlando della necessità di "recuperare il senso dell'ospitalità", Pellerin ha invitato a un migliore uso del web ma anche a "non confondere i servizi con il servilismo". Il riferimento è stato interpretato come una velata accusa nei confronti dell'atteggiamento proverbialmente un po' "spocchioso" dei francesi, e dei parigini in particolare, nei confronti dei turisti che non parlano la lingua di Voltaire.
Oltre a ciò, alcune difficoltà arrivano anche sul versante sicurezza: a Parigi sono frequenti le rapine ai danni dei danarosi turisti cinesi, che pure ogni anno arrivano in circa un milione verso la Francia. Per far sentire più al sicuro i visitatori dalla Cina, il governo francese ha anche lanciato l'idea di assoldare poliziotti cinesi che pattuglino le strade di Parigi. D'altronde, ancora Fleur Pellerin ha spiegato che "il turismo non è una questione secondaria o divertente, e ha gli stessi volumi d'affari delle esportazioni".
Oltre a risolvere i problemi di lingua, che finiscono per favorire proprio Londra, il ministro Fabius è determinato a creare un piano d'azione basato su cinque aree tematiche dell'industria dell'ospitalità: l'enogastronomia, lo spot e la montagna, l'ecoturismo, lusso e manifattura, il turismo urbano. La Francia darà quindi lo status di "sito turistico" a nuovi territori, per favorirne appunto le azioni di marketing territoriale consentite solo alle villes che ne hanno titolo. Si potranno quindi tenere negozi, ristoranti e locali aperti anche di domenica e di notte, consentendo così di svolgere attività molto desiderate dai turisti.
Infine, sempre per incoraggiare i flussi internazionali, il governo francese ha annunciato interventi infrastrutturali e nei trasporti. Sarà rinnovata e ampliata di una nuova hall per l'Eurostar la Gare du Nord, che raggiungerà quindi gli standard qualitativi della stazione di approdo dell'Eurostar, la londinese St Pancras. A Parigi verranno create corsie riservate ai taxi e ai bus sull'autostrada che collega la capitale all'aeroporto Charles De Gaulle, perché, come ha concluso Fabius invitando a un "migliore benvenuto" in aeroporti e stazioni, "il primo contatto è spesso un fattore determinante".

 

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