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Golpe, coprifuoco, tensioni e problemi di sicurezza un po' ovunque, ma gli italiani che si recano in Thailandia non si fanno scoraggiare. Anzi, nel 2014 sono aumentati del 14%

Sarà che alle crisi, ai problemi di sicurezza e al rischio ci siamo storicamente abituati, sarà che gli italiani quando vogliono viaggiare non si fermano di fronte a niente. Sta di fatto che gli italiani continuano a visitare la Thailandia nonostante coprifuoco, golpe, disordini e tensioni varie che stanno mettendo in ginocchio il Paese asiatico e soprattutto uno dei settori economici più forti, appunto il turismo.

E così, mentre in tutto il mondo si diffonde l'allarme per la Thailandia, per il golpe militare delle scorse settimane, per il coprifuoco notturno che risparmia solo Phuket e poche altre località care al turismo di massa, e soprattutto mentre la Thailandia è preoccupata di non poter recuperare in tempo utile tutto il fatturato perso, il nostro Paese prova a dare una mano. Il flusso dei turisti italiani verso la Thailandia, infatti, non si è fermato e i rischi di guerra non sembrano aver influito sulle scelte dei nostri connazionali stando a quanto affermato dall'Ente del turismo tailandese.
Nei primi cinque mesi del 2014, lo Stato asiatico ha registrato 65.814 arrivi dall'Italia contro i 57.728 del medesimo periodo nel 2013. Un incremento sensibile, del 14%, che coincide con una fase complessa di gestione dell'immagine della Thailandia a livello internazionale. "Un semestre – ha ricordato l' Ente del turismo – iniziato con le proteste antigovernative di dicembre 2013", seguite a maggio dall'arrivo al potere della giunta militare.
Ci sarebbero tutte le condizioni, quindi, per pensarci due volte prima di prendere un areo per Bangkok, ma non per gli italiani. Chissà, forse anche questa è solidarietà.

 

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