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Tra scioperi e disagi, potrebbe essere l'unico modo perché rimangano o tornino in Italia

Il turismo e la gestione dei beni culturali sono un'industria e come tali vanno considerati, supportati e – perché no? – riformati. Con buona pace del premier.

Bravo! In tutto il mondo al termine di un'opera è il grido con cui viene tributato il successo degli interpreti. Noi diciamo allora Bravo Vinitaly. 

 

"Dov'è la notizia? Perché è emerso solo ora?" questi i commenti informali di colleghi italiani ed esteri sulle vicende EXPO. Come a dire: era nel conto, tutto normale, in Italia è così, se non sono i ritardi è la corruzione. Il tutto in un momento in cui alcuni Paesi stanno decidendo se investire ulteriormente, altri se partecipare. Nel frattempo stanno partendo le gare per quello che riguarda gli aspetti legati alla presenza all'EXPO, dagli allestimenti, alla comunicazione etc. E noi, che eravamo riusciti a non farlo per le Olimpiadi invernali del 2006, con grande ritorno di immagine, ci siamo ricascati. E dobbiamo risalire la china.

"Ministro della Cultura e del Turismo in Italia? Wooow, you have the greatest job in the world". Barack Obama, che nella vita fa un mestiere sicuramente più difficile, è stato accolto al Colosseo da Dario Franceschini, a cui ha dichiarato di invidiare molto il lavoro.

Le nuvole all’orizzonte arrivano dall’inchiesta sull' EXPO pubblicata dall’Espresso in una settimana di numerose ed eccellenti presenze, da Nord a Sud

Quello che non è riuscito a fare il Vesuvio, lo stanno facendo l'acqua, l'incuria e lo sport nazionale italiano: fare annunci anziché prendere iniziative. Senza tirare in ballo la Camorra che in Campania crea rovine non solo naturali. Intanto mezza Europa è preoccupata, l'altra mezza e il resto del mondo sono rassegnati.