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I bambini stanno bene. Ogni mattina di quarantena questo è il mio primo pensiero. Il mondo soffre, migliaia di persone muoiono senza sosta, ma gli innocenti della strage questa volta non sono i bambini.

La falange oplitica.
Ecco, se vi era venuta voglia di leggere questo articolo incuriositi dal titolo, adesso, probabilmente sono riuscita a farvela passare (ispirandovi anche quell’italianissimo gesto della mano che si muove su e giù all’altezza del basso ventre a rappresentare una “certa noia”).

L’emergenza sanitaria che ha colpito non solamente l’Italia ma il mondo intero sta letteralmente stravolgendo la nostra quotidianità. Gli sforzi colossali prima del governo cinese e poi di quello italiano – vediamo cosa accadrà nel resto del mondo – hanno messo in atto azioni piuttosto aggressive sul fronte delle restrizioni delle libertà personali.

Quando la paura prende il controllo, e la razionalità viene meno, scopriamo di essere fragili, in balia delle nostre emozioni spesso incontrollabili, impegnati solo a seguire istintivamente quello che ci dà un senso di sicurezza, senza poterci soffermare sulle nostre decisioni per magari farne altre migliori.

“Ti ho preparato la spremuta. Siediti fai colazione con calma. Oggi non hai fretta”

È iniziata così la nostra quarantena.

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