fbpx

Un territorio deve riflettere su se stesso per presentarsi al meglio nel mercato turistico globale

Mercoledì 13 marzo a Modena si è tenuto l’incontro “Modena e provincia: il turismo è realtà. Analisi, trend e progetti”: nel teatro della Fondazione Collegio San Carlo della città emiliana si sono ritrovati professionisti del settore turistico insieme alle istituzioni e alle autorità del territorio. Tutti, nel corso dei mesi precedenti, erano stati coinvolti dal nostro team Mailander – Relazioni Digitali per analizzare lo stato dell’arte e tracciare insieme il futuro, o i futuri possibili per lo sviluppo turistico locale.

Prima dell’evento, infatti, abbiamo coinvolto non solo enti e soggetti istituzionali modenesi, con cui ci siamo confrontati per individuare le peculiarità e i punti di forza in grado di rendere compiutamente attrattiva Modena e la sua provincia – dai marchi automobilistici alle eccellenze enogastronomiche, dall’arte alla montagna – ma anche nomi autorevoli del comparto turistico, del calibro di Roberta Garibaldi – autrice del Rapporto annuale sul turismo enogastronomico italiano – Mara Manente, direttrice del Ciset, Laura Capasa di Travelport, Stefano Bonini di Trademark Italia e Michele Bernelli, direttore della rivista BC esperto di cicloturismo.

E sono proprio questi due elementi – la partecipazione degli stakeholder locali e il coinvolgimento di autorità del settore – che hanno contraddistinto l’iniziativa #Modenailturismoèrealtà del 13 marzo: un modello di riferimento che, a nostro avviso, i territori italiani dovrebbero adottare per ripensare il proprio ruolo in un mercato globale sempre più competitivo, ma nel contempo attentissimo alla valorizzazione delle peculiarità in grado di emergere.

Le voci del territorio: quanto vale il turismo modenese e quanto può crescere

“Le parole d’ordine sono qualità alta e visibilità nel futuro” ha esordito infatti il sindaco Gian Carlo Muzzarelli, aprendo i lavori della giornata. Parole d’ordine condivise da Giuseppe Molinari, presidente della Camera di Commercio di Modena, che ha sottolineato l’importanza di uno studio “con fonti numeriche e oggettive” per lo sviluppo territoriale. Proprio come ha sostenuto il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Paolo Cavicchioli, definendo il lavoro di comunicazione di Mailander e Relazioni Digitali “importante per valorizzare il territorio e porre le basi della crescita”.

Per il Comune di Modena è intervenuta anche l’assessora Ludovica Carla Ferrari, concorde nel ritenere “fondamentali” i dati emersi dal nostro studio di audit, benchmark e analisi digitale per attuare un lavoro strategico in grado di sostenere la crescita locale, anche in una situazione economica generale complessa. Anche perché, ha spiegato il segretario generale di Unioncamere Emilia Romagna, Claudio Pasini, a Modena il turismo vale il 9,7% dell’occupazione e il 7,2% del valore produttivo.

I pareri degli esperti: al centro le culture dei turisti

Nel suo intervento preliminare alla successiva tavola rotonda, la nostra presidente Monica Mailander Macaluso ha avuto modo di insistere sulla necessità italiana di riflettere in maniera profonda sulle particolarità di ogni territorio: “Tutta l’Italia è una città d’arte, per questo quando ci presentiamo all’estero dobbiamo individuare tutte le nostre peculiarità. Un esempio è il mondo degli appassionati di motori, grande quanto il potenziale che il nostro Paese ha per diventare, lo dico con una provocazione, una Italian Motor Valley capace di attirare turisti a livello globale”. Sulla medesima lunghezza d’onda Stefano Bonini, convinto che serva “rivedere la Motor Valley come un brand che si presenti in maniera unitaria”.

 

 

È toccato, invece, a Roberta Garibaldi il compito di illustrare le potenzialità del turismo enogastronomico, un segmento trasversale per età e classe sociale, che registra un +88% di millennials interessati a scoprire l’offerta agroalimentare delle destinazioni scelte per un viaggio. “Il turismo enogastronomico è un turismo culturale” ha spiegato la professoressa Garibaldi “costituito da tre elementi: storia, prodotto e servizio”. La professoressa Mara Manente si è poi concentrata sui cambiamenti in corso negli atteggiamenti e nelle esigenze del turista culturale, parlando di “paesaggio culturale”, mentre Laura Capasa di Travelport ha centrato il suo intervento sul turismo b-leisure – cioè business + leisure. “Ogni anno si registra un +20% di viaggi che uniscono business e leisure” ha rivelato la manager “e il segreto di una buona fruizione è nei dispositivi mobili e nella connessione h24. Il 66% dei business-people ha, infatti, almeno un’app di turismo sul proprio smartphone, ed è questa la strada da seguire per intercettare questa fascia di utenti”.

Differente ma non meno importante il tipo di turista su cui è intervenuto Michele Bernelli, direttore della rivista BC, che ha parlato di come il cicloturismo sia un settore in crescita da promuovere con la giusta comunicazione e con adeguate opere ingegneristiche: “Modena è già una terra di biciclette, ma il cicloturismo può diventare un attrattore”. Come già detto da Garibaldi e Manente, anche Bernelli ha ribadito che “il cicloturista è un turista culturale, che spende più di un turista in automobile con una maggiore ricaduta economica nei territori che visita”.

L’esempio di Modena per l’Italia

Dai contenuti emersi nel nostro studio e nel successivo confronto è, quindi, evidente come tutti i territori del nostro Paese avrebbero tutto l’interesse ad adottare un approccio analogo – partecipato e autorevole – per affrontare con razionalità la sfida di un turismo “glocale”. Superando così di slancio gli ostacoli e i limiti troppo spesso imposti a chi nel nostro Paese lavora in un settore tanto delicato quanto strategico qual è il turismo.