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No, Roma non è per tutti. Lo abbiamo già scritto più volte che gioielli preziosi come l'Urbe, o come Venezia o Firenze, devono imparare a coniugare la valorizzazione economica del proprio patrimonio "turistico" in senso ampio puntando sulla qualità più che sulla quantità dei visitatori.

E da ieri abbiamo capito che certa gente non la vogliamo proprio rivedere aggirarsi tra il Colosseo e Piazza di Spagna. In questo senso ha detto bene il sindaco Marino, quando ha consigliato all'ambasciata olandese di "strappare in faccia il passaporto" ai responsabili dei danni inflitti ieri alla città più bella del mondo.
Certo, le colpe non sono solo delle istituzioni olandesi: anche al di qua delle Alpi ci sono colpe e responsabilità per la distruzione operata ieri dagli hooligan (i tifosi sono un'altra cosa) del Feyenoord. La Barcaccia andava difesa, bisognava vigilare meglio affinché non solo ai cittadini e ai tifosi normali fosse impedito di comprare alcolici, ma anche a chi magari ha convinto con le "cattive" qualche negoziante.
Ma come si dice, ormai il danno è fatto. Citando un altro proverbio verrebbe da dire "chi rompe paga", ma in questo caso sappiamo che è impossibile: tra pulizie e polizia, tra la fontana del Bernini e i danni a edifici, attività commerciali e persone il conto da pagare è sicuramente ben oltre la portata delle tasche dei responsabili. La speranza è che dai Paesi Bassi, contrariamente a quanto pare in queste ore, arrivi il prima possibile il completo risarcimento. E poi sarebbe bello se il governo olandese trovasse il modo di punire anche economicamente il Feyenoord, ma le questioni di diritto qui interessano fino a un certo punto.
bruno newA noi preme sottolineare ancora una volta che l'Italia e gli italiani devono imparare a proteggere meglio l'immenso patrimonio di cui siamo fortunati eredi. Anche a costo di rinunciare alla nostra ospitalità quando ci troviamo di fronte a certi soggetti. Qualche hooligan in meno sarebbe comunque un bel contributo per aumentare la qualità dei visitatori di Roma.

 

Bruno Caprioli - Mailander

 

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