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Un anno di passaggio in attesa del boom nel 2015: è questa in sostanza la fotografia che operatori ed esperti intervistati per un nostro sondaggio ci restituiscono del turismo 2014 in Italia, alla vigilia della Bit che si apre domani.

Ne emerge l'immagine di un settore dalle grandi potenzialità, ma zavorrato dai soliti problemi, che intravede qualche segnale di ripresa, soprattutto dall'estero e nel comparto MICE, ma che ha ancora molta strada da fare. Poche luci e molte ombre per un Paese che ancora non sa fare sistema e non ha una governance definita, ma che ha una grande occasione davanti a sé, cioè l'EXPO milanese, a cui tutti – forse con troppo ottimismo – fanno riferimento spostando di un anno l'asticella delle opportunità da cogliere o dei problemi da risolvere. E dire che l'anno di avvicinamento potrebbe essere una grande occasione per fare della vera promozione in vista di un evento che macinerà turisti e che ci darà grande visibilità. Che però non può e non deve rimanere transitoria.

L'EXPO non è la panacea, e non risolve tutto. Ad iniziare dalle criticità legate all'offerta, come la gestione del patrimonio museale ma anche l'obsolescenza delle strutture ricettive rispetto ai prezzi che pratichiamo a chi viene in Italia. C'è poi il problema dei mercati target: BRICS o Nord Europa? Turismo dei grandi numeri o ricco turismo qualificato? Il 2014, con i suoi timidi segnali di ripresa, può essere veramente la palestra per poi riuscire massimizzare l'evento EXPO, l'anno in cui, in attesa che i turisti italiani "tornino ad essere ricchi e viaggiare", si mettano a punto strategie che cambino la rotta del comparto. A tutti i livelli. Governo, operatori, istituzioni locali, imprenditori privati.

Abbiamo letto decine di classifiche sulle città più visitate, sui numeri di alberghi e territori e in generale sulla vendita del prodotto Italia. Alcuni exploit, flebili luci, altri dati meno incoraggianti. Abbiamo sentito Bernabò Bocca spronare il governo sul decreto salva-turismo, Simonetta Giordani promettere Bruno Caprioliche a febbraio il consiglio dei ministri lo discuterà, Matteo Renzi inserire il turismo nelle leve fondamentali del suo Jobs Act. Sintomatica in tal senso l'affermazione di un intervistato: non avere il Ministero del Turismo è come non avere quello dell'Industria! La sfida del 2014 è quindi fare in modo che la gente in più che arriverà per EXPO torni anche nel 2016.

 

Bruno Caprioli - Mailander

Direttore responsabile Marketingdelterritorio.info

Twitter @capriolibruno

 

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