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Italia

Il sottosegretario Simonetta Giordani, al convegno di Assohotel, annuncia un pacchetto di misure per il rilancio del settore. L'attesa è grande per un comparto che, come spiegano i dati di Assohotel, esce da un anno denso di difficoltà
Il sottosegretario del MiBACT non vuole chiamarlo "decreto valore turismo", preferisce definirlo "set di misure", ma la sostanza è che il "pacchetto di misure come punto di partenza di un piano strategico per il rilancio del turismo" aspetta solo "il via libera rispetto all'ingolfamento delle Camere di cui ha parlato il presidente Boldrini non appena la situazione lo permetterà, porteremo il piano al Consiglio dei Ministri".
Le misure annunciate dal sottosegretario Simonetta Giordani riguardano, in particolare: il rafforzamento dell'Enit e l'affidamento della gestione del portale del turismo all'agenzia per favorire la promozione digitale della destinazione Italia; una serie di sgravi fiscali e un sistema di "burocrazia zero" per rilanciare le imprese ricettive, il buono vacanza "come prima misura di sostegno", l'investimento sulla formazione attraverso tirocini formativi. "Queste cose vanno fatte ora e subito. Abbiamo un problema di governance e di competitività delle strutture ricettive e un gap nella pianificazione del governo che deve convergere verso lo sviluppo del turismo da più fronti, perché un ministro della Cultura e del Turismo da solo non basta: penso alle infrastrutture, alla logistica, al problema dei visti" ha affermato Giordani nel corso di "Valore Impresa Sviluppo turismo", il convegno organizzato in occasione dell'assemblea elettiva Assohotel Confesercenti.

 

Un "set di misure" che si fa sempre più urgente, e non solo perché più volte annunciato, ma soprattutto per la situazione difficile in cui versa il sistema turistico italiano. Sempre nel corso del convegno "Valore Impresa Sviluppo turismo", infatti, Assohotel ha diffuso i propri dati relativi al 2013. Dati che parlano di una chiusura in rosso per gli albergatori italiani: nel 2013 le imprese del comparto ricettivo hanno infatti registrato una contrazione media del 5% del fatturato e oltre 1800 chiusure in 12 mesi, per un saldo negativo di 690 unità.
La boccata d'ossigeno estiva dovuta alla piccola ripresa degli arrivi e della spesa dei turisti stranieri, secondo Assohotel, si sarebbe spenta già a settembre. "Tasse e tariffe continuano a soffocare le imprese del settore ricettivo: la pressione fiscale e contributiva prevista per il 2014 sarà del 67,5%, quasi il 24% in più della media Ue e il 2% in più di quella italiana" aggiunge l'associazione di albergatori.
In base ai dati diffusi da Assohotel, sulla fatica registrata nel comparto alberghiero pesano anche gli aumenti delle tariffe locali (+18,9% rispetto al 2011), in particolare per quanto riguarda la fornitura elettrica, per la quale un albergo medio nel 2013 ha pagato 5.221 euro in più rispetto al 2011. Le imprese ricettive registrate nel 2013 sono poco più di 48.600, e a fronte di 1118 aperture hanno chiuso 1808 imprese, con un saldo negativo di 690 unità, quasi due al giorno. "Ritengo che in questi ultimi anni si sia fatta molta retorica sul turismo. La sensazione è che nella classe dirigente e imprenditoriale manchi la consapevolezza effettiva dell'industria strategica che potrebbe costituire il turismo, come ha fatto Obama negli Stati Uniti" è il commento di Filippo Donati, presidente di Assohotel.
E così, in attesa del "set di misure" annunciato nella stessa sede dal sottosegretario Giordani, Donati chiede una politica nazionale di comparto: "Spendiamo fiumi di denaro in rivoli improduttivi. Stare fermi nel nostro settore significa andare indietro e dire che c'è un momento di crisi significa far accadere passivamente le cose".

 

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