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Il racconto di un’escursione che dal mare porta sulle colline dell’entroterra, dove è stata riaperta la Caverna che ha custodito reperti tanto antichi quanto preziosi

La Grotta delle Arene Candide si trova a cavallo tra i Comuni di Borgio Verezzi e Finale Ligure, a pochi chilometri dal tratto savonese della costa della Liguria. Il modo forse più emozionante per raggiungerla è appunto con un’escursione a piedi lungo i sentieri che dalla zona costiera si inerpicano per circa mezz’ora, fino ad arrivare in cima a una collina da cui è possibile godere di un panorama che mozza davvero il fiato, e non solo per la fatica accumulata per arrivare su.

Anche se il nome “Arene Candide” fu attribuito a questo luogo nel 1864, quando la visita del geologo Arturo Issel inaugurò gli scavi e le ricerche nella zona, la fama della grotta ebbe inizio negli anni ’40 del Novecento, con gli scavi di Brea e Cardini. I numerosi reperti e testimonianze archeologiche rinvenuti in questa caverna sono in gran parte custoditi nei musei di Genova, Finale e nel museo nazionale preistorico etnografico di Roma, ma dal 6 luglio 2019 la Caverna delle Arene Candide ha aperto definitivamente alle visite del pubblico.

Se nell’estate 2018, infatti, vi erano state alcune aperture straordinarie, che hanno visto la partecipazione di centinaia di persone, questa estate si è tenuta appunto l’inaugurazione ufficiale dell’apertura di quello che è un sito archeologico di riferimento per la Preistoria del Mediterraneo occidentale. Accompagnati da archeologi professionisti, i visitatori possono quindi ora scoprirne storia, curiosità e segreti, vedendo gli scavi archeologici con la possibilità di toccare riproduzioni di antichi reperti.

Ciò è avvenuto grazie al “Protocollo d’intesa per l’esercizio coordinato ed integrato delle attività di fruizione e promozione della Caverna delle Arene Candide” sottoscritto il 24 gennaio 2018 tra il Comune di Finale Ligure e la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona.

La Soprintendenza della Liguria e il Museo Archeologico del Finale hanno effettuato una serie di interventi per la messa in sicurezza del sito e per la sua migliore fruizione. Tra le azioni intraprese, si è provveduto appunto, come detto prima, alla realizzazione di un sistema di segnaletica stradale e sentieristica che accompagna i visitatori lungo il sentiero nella macchia mediterranea che da Borgio Verezzi risale sul Promontorio della Caprazoppa fino a raggiungere la Caverna a 89 metri di quota sopra il livello del mare.

Come spiegato sul sito del Museo Archeologico del Finale, la Caverna delle Arene Candide è una delle grotte più importanti in Europa per i celebri ritrovamenti effettuati al suo interno. Attraverso un percorso che permette di effettuare un viaggio indietro nel tempo, da oggi fino a circa 30mila anni fa, si possono ripercorrere le ricerche condotte in oltre 150 anni all’interno della grotta. “L’interesse suscitato da questo sito deriva dal fatto che al suo interno si conserva una sequenza, praticamente ininterrotta, di sedimenti che contengono imponenti tracce della frequentazione umana tra il Paleolitico superiore e l’età bizantina: si tratta ancora oggi della più articolata e completa stratigrafia archeologica del Mediterraneo, in un contesto ambientale di giacitura estremamente favorevole alla buona conservazione dei reperti” si legge nel sito del Museo.

In una Regione come la Liguria, che negli ultimi anni ha lavorato molto per destagionalizzare e diversificare l’offerta turistica, slegandola cioè da un’identificazione esclusiva con il turismo balneare e valorizzando l’entroterra con una serie di bandi e iniziative, l’apertura definitiva al pubblico di questa caverna, e la cooperazione tra istituzioni per renderla possibile, rappresentano indubbiamente un esempio virtuoso da imitare e da apprezzare. Sulla bellezza della caverna e del percorso escursionistico per raggiungerla, in particolare, chi vi scrive può dare una personale garanzia di estrema soddisfazione.