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Tra le numerose forme di turismo presenti in Italia, un posto di rilievo è occupato dal turismo radicale, ovvero quella tipologia di viaggio volto alla scoperta delle radici familiari.

Viaggiare per conoscere le origini della propria famiglia, spinti da un senso di curiosità misto a nostalgia e senso di appartenenza. Questa tipologia di turismo, considerato di nicchia, è molto diffuso nei piccoli centri italiani, da nord a sud. Il desiderio di tornare nei luoghi della propria infanzia, di visitare quei territori intrisi di memoria familiare è il fattore di spinta principale di questi viaggi. Una forma di turismo esperienziale che permette di immergersi in questi luoghi che non sono soltanto di vacanza, ma sono un mix di emozioni e sensazioni legate alla storia familiare e quindi con un valore inestimabile.

Esistono due tipologie di turisti radicali: coloro che ritornano nella propria terra di origine poiché emigrati e le seconde-terze generazioni di emigrati che spinti dai racconti dei nonni decidono di intraprendere il viaggio per la curiosità suscitata dalla narrazioni e per un forte desiderio di incontrare le proprie origini. Un forte valore sociologico dunque, che porta alla condivisione di un comune senso di appartenenza, volto alla valorizzazione della memoria storica dei luoghi. Per permettere un ulteriore incremento di questa forma di viaggio sarebbe opportuno investire in risorse umane adatte all’accoglienza, istituendo degli uffici volti ad aiutare coloro che hanno intenzione di ricongiungersi con le proprie origini. Guide turistiche formate per accogliere i turisti genealogici, uffici anagrafe aperti per la consultazione di archivi storici, percorsi emozionali tra i centri storici dei piccoli borghi italiani e una serie di iniziative che facciano sentire questi turisti ancora di più a casa. Questa forma di turismo permette la valorizzazione dei piccoli centri tutto l’anno, poiché non conosce stagionalità. Un modo per sfruttare le potenzialità dei borghi senza stravolgere il loro assetto territoriale, anzi puntando tutto sull’autenticità e sull’identità, vero e proprio punto di forza dell’Italia dei piccoli centri.