fbpx

Una ricerca del CISET in occasione del Giro ciclistico d’Italia 2016 fornisce un interessante quadro d’insieme del turismo sportivo in Italia e in Europa

La pratica di una o più attività sportive è divenuta una delle motivazioni forti per il viaggio del turista moderno. I flussi turistici abbinati a un periodo di soggiorno che abbia caratteristiche ludiche, ricreative, estetiche e salutistiche sono in costante crescita. D’altra parte le sole federazioni sportive in Italia contano 4,5 milioni di tesserati, che non rappresentano l’universo mondo dei praticanti ma soltanto la punta dell’iceberg. Dati CONI (anno di riferimento è il 2014) dicono infatti che sono quasi 18 milioni le persone che dichiarano di fare sport contro i quasi 25 milioni che si dichiarano completamente sedentarie. Numeri sconfortanti per il nostro Paese, laddove la media europea raggiunge il 58% degli abitanti che praticano sport regolarmente, quantunque distribuiti maggiormente al nord piuttosto che nei Paesi mediterranei.
Il recente passaggio del Giro d’Italia davanti a Villa Mocenigo, sede di Ciset Ca’ Foscari, a Oriago, lungo la Riviera del Brenta ha dato l’occasione al Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica creato nel 1981 da Università Ca’ Foscari Venezia, Regione del Veneto e Touring Club Italiano di riflettere sulle dinamiche turistiche legate alle discipline sportive e fornire alcuni dati.

La vacanza attiva, che combina un soggiorno di tipo tradizionale con lo svolgimento di attività fisiche come golf, tennis, trekking, nordic walking, cicloturismo, canoa, vela, sport equestri, rafting e via dicendo, nel 2015 ha coinvolto il 12% degli europei che hanno effettuato una vacanza di almeno 4 notti consecutive (nel dato non sono compresi i semplici spettatori che si sono spostati per assistere a un evento). Tra i turisti europei con una più alta propensione al turismo sportivo vi sono austriaci (26% su circa 10 milioni di viaggiatori), cechi, belgi, polacchi e tedeschi, mentre solo il 3% degli italiani (su circa 31,5 milioni di viaggiatori) ha dichiarato un interesse verso l’attività sportiva quale motivazione principale della vacanza. Tra le attività sportive praticate come attività accessoria alla vacanza il 38% si riferisce alle camminate, 23% bici, 14% motori.
Dal cicloturismo emergono dati interessanti. La Germania è il principale Paese emissore (4% della popolazione fa vacanza in bici, il 44% si porta comunque la bici in vacanza). Austria, Danimarca e Francia sono le principali destinazioni (Italia ottava, grazie a Trentino Alto Adige, Lungo Po Ferrarese, Lago di Garda e Toscana). La vacanza sui pedali è maggiormente in voga tra le fasce adulte (35% 35-50 anni, 40% 50-60 anni) e in coppia.

In Italia nel 2015 il prodotto turismo sportivo ha generato oltre 3 milioni di pernottamenti (1,6% sul totale dei pernottamenti stranieri), per una permanenza media di 3,5 notti e una spesa complessiva di 355 milioni di euro (1,6% sul totale della spesa straniera).
Gli eventi sportivi – lo sport guardato e non praticato – costituiscono un capitolo a parte. In un’ottica di lungo periodo, sono vincenti quegli eventi che riescono a costituire un motivo di visita della destinazione e un motivo per ritornarvi in futuro. Ad esempio il 20% dei visitatori del Giro d’Italia entro due anni ritorna a visitare le città sedi di tappa (CISET su fonti varie).