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Due iniziative in questi giorni confermano la fondamentale importanza delle iniziative pubbliche di sostegno all’agricoltura e all’ambiente. In Toscana la Regione stanzia 3 milioni di euro per portare 100.000 orti urbani – e digitali – in 47 Comuni. In Alto Adige la Provincia autonoma di Bolzano regala 50.000 arbusti contro la deriva dei prodotti fitosanitari


Orti e alberi per valorizzare i territori. Chi pensa che il marketing territoriale delle destinazioni italiane abbia solo a che fare con musei, stabilimenti balneari o strutture per sciatori, grandi eventi e smart cities non ha considerato che anche nel Terzo Millennio il verde e l’agricoltura svolgono un ruolo determinante nell’attrattività delle destinazioni turistiche e nella qualità della vita per i residenti.
Se non fosse bastato il semestre di Expo a ricordarci quanto l’agroalimentare sia fondamentale per l’Italia, in questi giorni due iniziative pubbliche molto simili – in Toscana e a Bolzano – ribadiscono come nelle politiche di sviluppo territoriale le iniziative destinate ad aumentare il verde hanno molteplici ripercussioni, tutte improntate al miglioramento della qualità della vita di cittadini e visitatori.

100.000 ORTI IN TOSCANA - In Toscana, la giunta regionale ha stanziato quasi 3 milioni di euro da utilizzare da qui al 2018 per la realizzazione dell’iniziativa “Centomila orti in Toscana”. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha appunto spiegato: “Vogliamo ottenere un miglioramento della salute dei cittadini e contribuire al mangiare sano, ma anche creare luoghi di aggregazione e di socialità che verranno frequentati da pensionati e da giovani agricoltori”. Spazi facilmente raggiungibili, dove la Regione porterà l’acqua per irrigare, ma anche punti di incontro e di cultura che abbracciano la tradizione ma non disdegnano il progresso tecnologico. “Basti pensare che uno dei servizi che garantiremo è il collegamento wi-fi. Saranno insomma orti digitali, orti 2.0 collocati spesso nelle vicinanze dei centri storici” ha detto ancora Enrico Rossi.
Sono 47 i Comuni, sparsi per quasi tutte le province toscane, che hanno deciso di aderire al progetto regionale, tra cui anche le città capoluogo di Firenze, Siena, Lucca, Grosseto, Livorno, Arezzo, Pisa, Pistoia e Prato (l’elenco completo a questo link). I singoli orti avranno una dimensione tra i 50 e un massimo di 100 metri quadrati, i complessi di orti ne conterranno tra i 20 e i 100, mentre ai Comuni andrà un finanziamento compreso tra i 50 e i 100.000 euro, che rappresenterà circa l’80% delle risorse necessarie. “Ovviamente le coltivazioni dovranno essere improntate all’agricoltura biologica, mettendo al bando fitofarmaci e pesticidi. Sarà l’agricoltura toscana di qualità, miniaturizzata e diffusa sul territorio fino a raggiungere i centri urbani: un’esperienza interessante sia per le associazioni che gestiranno i complessi di orti che per i singoli cittadini, che usufruiranno gratuitamente di questa opportunità” ha sottolineato l’assessore toscano all’agricoltura Marco Remaschi.

50.000 ARBUSTI A BOLZANO - Un’iniziativa simile è stata realizzata in questi stessi giorni nella Provincia autonoma di Bolzano: i protagonisti qui non sono gli orti, ma gli alberi che la Provincia ha deciso di regalare anche quest’anno. Dopo i 28.000 dell’anno scorso, sono circa 50.000 gli arbusti gratuiti messi quest’anno a disposizione degli agricoltori altoatesini: 13.000 di ligustro, 1000 piante di erba vescicaria, 6000 aceri campestri, 7000 piante di lantana, 10.000 piante dette palla di neve, 9000 piante di nocciolo, 5000 esemplari di sanguinella, 2000 piante di carpino nero e 5000 di corniolo (tutte le informazioni sull’iniziativa a questo link).
Una “valida protezione contro la deriva dei prodotti fitosanitari” come ha sottolineato l’assessore bolzanino all’agricoltura Arnold Schuler. Ma anche un segnale che nella valorizzazione dei territori italiani per residenti e turisti, l’agricoltura e il verde hanno e avranno sempre un’importanza fondamentale.

 

claudio pizzigalloClaudio Pizzigallo

Twitter @pizzi_chi

 

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Fonte immagine in alto: Provincia Autonoma di Bolzano