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"Le regioni europee sono ricche di prodotti non agricoli legati al saper fare tradizionale, spesso mantenuto in vita dalle micro e piccole imprese" dice l'assessore veneto Coppola, che ha chiesto l'estensione dell'IGP per sviluppo, economia, cultura e turismo


Estendere la protezione delle indicazioni geografiche protette dell'Unione Europea ai prodotti non agricoli. A proporlo all'Europa è il Veneto, con il parere predisposto per il Comitato delle Regioni dall'assessore a Economia e Sviluppo della Regione Veneto Marialuisa Coppola, che lo ha presentato a Bruxelles nel corso di un convegno internazionale organizzato dalla Commissione europea.
Il parere, spiega una nota della Regione, è già stato approvato all'unanimità dalla Commissione affari economici del Comitato delle Regioni lo scorso dicembre e sarà approvato in via definitiva a febbraio. Successivamente il documento sarà inviato a nome di tutte le istituzioni regionali e locali dell'UE al Parlamento europeo, alla Commissione e al Consiglio dell'Unione Europea.
L'assessore regionale Coppola ha sottolineato diversi elementi a sostegno dell'estensione della protezione delle indicazioni geografiche ai prodotti non agricoli: "Le regioni europee sono ricche di prodotti non agricoli legati al saper fare tradizionale, spesso mantenuto in vita dalle micro e piccole imprese, come in Veneto. Un'adeguata valorizzazione e protezione di questi prodotti potrebbe contribuire allo sviluppo dell'UE locale e regionale, soprattutto dal punto di vista economico e sociale, preservando il patrimonio artistico e culturale, arginando deprecabili fenomeni di contraffazione ed imitazione. Per questo ho proposto, con l'appoggio del Comitato delle Regioni, che si intervenga per uniformare in un unico regime europeo i regimi oggi presenti in maniera non uniforme in alcuni Stati membri".
Secondo l'assessore veneto, "una protezione armonizzata delle IG per i prodotti non agricoli contribuirebbe a rafforzare il mercato interno all'Unione europea, grazie a diversi effetti positivi diretti (tra cui la possibilità di accedere a fondi di promozione e preservare l'occupazione nelle aree economicamente fragili) e indiretti, come le possibili ricadute turistiche". L'estensione della protezione delle IG ai prodotti non agricoli racchiude inoltre potenziali benefici per i consumatori, che avrebbero uno strumento in più per compiere scelte di consumo consapevoli, potendo meglio individuare autenticità, originalità e qualità dei prodotti.

L'auspicio della Regione Veneto è che si possa raggiungere un regime di protezione delle IG dei prodotti non agricoli più semplice rispetto a quello esistente per i prodotti agricoli, prevedendo non più di due livelli distinti di legame con il territorio, corrispondenti all'attuale differenziazione tra prodotti agricoli DOP (legame più forte) e IGP (legame meno forte). A differenza di quanto avviene per i prodotti alimentari, tuttavia, la proposta ipotizza un regime di protezione più semplice tramite etichettature facilmente riconoscibili nella lingua d'origine e/o in inglese, evitando un eccessivo proliferare di marchi che potrebbero creare confusione.
"Si tratta di un provvedimento strategico che può aiutare non poco moltissime imprese locali. Pensiamo, solo in Veneto, ai benefici che potrebbero trarne produzioni artigianali di eccellenza, che proprio recentemente hanno visto anche nel riconoscimento dei distretti produttivi una prima parte di questa positiva ed innovativa filosofia di valorizzazione" ha concluso Coppola.

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