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La Toscana approva una legge che istituisce gli alberghi diffusi sul territorio regionale. Un ulteriore passo nella diffusione di un modello "logicamente" utile all'Italia

 

È quasi logico, alla fine. C'è un sistema turistico in sofferenza, una classe imprenditoriale che fa fatica a trovare finanziamenti, una consapevolezza comune ormai acquisita sul rispetto dell'ambiente, e infine un vastissimo patrimonio storico-culturale fatto di antichi borghi in stato di abbandono con un potenziale enorme. L'unica soluzione possibile è l'albergo diffuso, e infatti questo modello ricettivo continua a diffondersi, appunto, in tutta Italia, dove è nato (precisamente in Carnia) negli anni '70.


A diffondere ulteriormente gli alberghi diffusi ci pensa ora anche la Regione Toscana, che nei giorni scorsi ha approvato (con 30 voti a favore e 8 astenuti) la legge d'iniziativa consiliare che istituisce e regola sul territorio regionale questa forma di impresa ricettiva. La norma approvata dal Consiglio regionale vuole intercettare i flussi turistici che si muovono fuori dalle mete tradizionali e alla ricerca dei borghi caratteristici che di certo non mancano sul territorio toscano, e rappresenta il primo passo verso l'attesa riforma della legislazione regionale in materia di turismo. In sostanza, la norma punta a rivitalizzare i piccoli centri storici, senza l'aggiunta di nuove costruzioni, ma mettendo in comune quello che è già disponibile, dalle stanze di appartamenti fino ai bed and breakfast.
"Adesso con l'albergo diffuso – ha detto Paolo Tognocchi, primo firmatario della legge – mettiamo in campo un'opportunità innovativa per accogliere, all'insegna del rispetto dell'ambiente e delle identità locali, nuovi turisti nei nostri territori. La Regione Toscana crede fortemente in un turismo centrato su un rapporto vero con il territorio e proprio per questo sta facendo molto per lo sviluppo dei turismi nuovi e slow, a partire dalla valorizzazione della via Francigena". Da parte sua, la presidente della commissione Sviluppo economico, Rosanna Pugnalini, ha poi precisato che la commissione ha cercato di dare alcune risposte alle osservazioni delle associazioni di categoria, sia in termini di distanze, sia in termini di localizzazione; secondo Pugnalini, saranno i comuni montani a beneficiare maggiormente delle opportunità offerte dalla legge.
Quel che è certo è che dalla Toscana arriva un ulteriore impulso per diffondere un modello ricettivo che può portare enormi vantaggi al sistema turistico italiano. Logico, no?

 

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