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Molti turisti non si accontentano di assaggiarlo, in tanti vorrebbero aiutare a produrlo

L’olio piace e attorno al turismo dell’olio si coagula l’interesse di molti turisti. I lavori del 25ennale dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio, svoltisi a fine novembre nel Complesso Museale di Santa Maria della Scala a Siena, hanno fornito dati interessanti, contenuti nel rapporto "La valorizzazione turistica dell'olio".

Al 61% dei viaggiatori piacerebbe partecipare alla raccolta delle olive e produrre il proprio olio, mentre il 69% vorrebbe vivere esperienze culinarie negli uliveti e il 60% dei turisti italiani vorrebbe invece poter degustare diverse tipologie di olio e trovare una carta dell'olio specifica in abbinamento ai piatti proposti dai ristoranti. La maggior parte degli attuali turisti enogastronomici è rappresentata da viaggiatori con capacità di spesa oltre la media, di cultura medio alta ed appartenente ad una fascia d’età compresa tra i 40 ed i 50 anni.

Dagli Stati Generali dell’Olio è emerso che il futuro dell’olio passa attraverso un progetto integrato di valorizzazione e promozione che contempli ogni aspetto del settore, dal turismo del cibo e dell’olio al ruolo strategico del paesaggio rurale olivicolo, dall’importanza dell’identità territoriale alla visione dell’olio come cultura e stile di vita, dalla produzione al marketing all’economia fino agli aspetti più a “lunga prospettiva” di educazione scolastica e formazione.

Intanto, secondo gli ultimi dati, il comparto oleario italiano, dal punto di vista produttivo, registra una ripresa: le prime stime Ismea, realizzate in collaborazione con Unaprol, indicano una produzione 2019 di 321 mila tonnellate in aumento dell'84% sullo scorso anno. Resta aperto però il problema dei prezzi del prodotto, ritenuto ai minimi dagli operatori. A livello mondiale la produzione conta circa tre milioni di tonnellate.

L’Associazione Città dell’Olio annovera 327 soggetti tra Comuni, province, camere di commercio, gal e parchi, di cui 48 solo in Toscana. L’assemblea di Siena ha trattato il tema centrale “Cultura, identità, territorio, qualità e sviluppo sostenibile” come espressione delle linee guida da inserire nell’Agenda 2030 delle Città dell’Olio.