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Collaborazione sempre più stretta tra le Regioni Emilia-Romagna e Toscana sugli sport invernali e il turismo verde

Una nuova funivia a Lizzano in Belvedere (Bo) dalla Doganaccia e il Corno alle Scale fino al Lago Scaffaiolo per 5,5 milioni di euro, sostituzione delle seggiovie Lamaccioni a Sestola per due milioni di euro e Cervarola a Montecreto per 1,4 milioni, potenziamento del sistema d’innevamento e aumento della capacità idrica degli invasi del Monte Cimone per 1,7 milioni.

Sono solo alcuni degli interventi previsti da qui al 2021 per lo sci (sicurezza degli impianti e delle piste, revisione degli impianti a fune, innevamento artificiale, sistemazioni ambientali) e la valorizzazione turistica del versante emiliano dell’Appennino.

Con la delibera della Giunta regionale, che ha approvato il piano preliminare degli interventi e lo schema di convenzione tra la Regione Emilia-Romagna e i Comuni beneficiari, si è entrati nella fase attuativa dell’accordo.

Complessivamente da Roma sono arrivati venti milioni, divisi equamente tra Emilia-Romagna e Toscana, a cui si aggiungono i rispettivi finanziamenti di tre e quattro milioni.
Tra gli altri interventi sul versante nord dell’Appennino, nei comuni di Riolunato, Sestola, Montecreto, Fanano (Mo) saranno realizzati tracciati facili (300 mila euro), adeguate piste già esistenti (240 mila euro), avviata la messa in sicurezza con reti e segnaletica (85 mila euro) e la revisione degli impianti di risalita (130 mila). A Fanano e Riolunato saranno anche creati baby park e nuovi servizi igienici per 560 mila euro, mentre a Frassinoro viene aperta una nuova pista di fondo (166 mila euro). A Lama Mocogno partiranno i lavori sulla seggiovia Passo del Lupo, nuovi impianti di innevamento e la sistemazione dell’anello per sci di fondo escursionistico per 426 mila euro complessivi. Infine sono previste revisioni tecniche delle seggiovie di Pian del Falco, Passo del Lupo e Stellaro a Sestola per 505 mila euro.

La collaborazione sullo sci tra Emilia-Romagna e Toscana si fa dunque più stringente, ma non si limita al solo turismo invernale. La funivia al Corno alle Scale, ad esempio, sarà utilizzabile anche d’estate, così come altri interventi di valorizzazione delle strutture vanno oltre la stagione bianca. L’obiettivo è di potenziare anche il turismo verde sull’Appennnino, che non vive soltanto di sport invernali, ma è sempre più apprezzato da turisti in arrivo da tutt’Europa per la straordinaria opportunità di praticare l’escursionismo e il cosiddetto slow tourism attraverso la bellezza dei parchi incontaminati e dei piccoli borghi.