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Umbria, Marche e Toscana sempre più una macroregione dopo l’accordo per l’ufficio unico sugli appalti a Bruxelles. E insieme a Lazio, Abruzzo e Sardegna presentano il progeto “In It.inere” per la valorizzazione territoriale a fini turistici

L’Italia centrale fa sempre più squadra, nel turismo e nei servizi europei. Dalle regioni centrali del Paese arrivano due notizie che hanno in comune il lavoro di squadra, con un progetto per valorizzare le eccellenze e rivitalizzare marchio Italia da una parte e con l’unico servizio per gli uffici di tre regioni a Bruxelles.
A fine 2015, il “patto del Sagrantino” aveva sancito con un brindisi la nascita di “Italia di mezzo”, un’alleanza che unisce Marche, Umbria e Toscana per dare più peso a turismo, fondi europei e sostegno alle pmi. Un accordo a cui ha fatto seguito nei giorni scorsi un atto concreto: un unico servizio per l'ufficio alla Ue di Bruxelles.
La macroregione Marche, Umbria e Toscana è diventata quindi più concreta, dopo che nella città delle istituzioni Europee è stato siglato il protocollo d'intesa che sancisce l'avvio del percorso di quella che oggi, cancellando i riferimenti possibili al “Signore degli Anelli”, viene definita “Italia Centrata”. “Una costruzione dal basso che segue solo lo schema della necessità di lavorare insieme, valorizzando comunque la storia e l’identità di ogni realtà territoriale, portando avanti un percorso virtuoso, dando dei bei segnali a livello nazionale e internazionale” ha spiegato il governatore marchigiano Ceriscioli, mentre per l'Umbria la presidentessa Catiuscia Marini ha parlato di un atto che significa anche integrazione e condivisione di politiche “che possano servire ad intercettare opportunità dalla UE per i territori e dare incisività alle azioni delle Regioni”. “Fare un'unica struttura per gli appalti significa risparmiare e dare maggiore qualità ai servizi offerti ai cittadini liberando risorse che verranno investite in servizi. Prospettive di valore e anche di grande concretezza” ha concluso Ceriscioli.
Tornando dalle sedi europee all’Italia, in questi stessi giorni sta prendendo corpo un’altra iniziativa denominata “In It.inere”, incentrata sul turismo, che ha messo insieme Umbria, Toscana e Marche ma anche Abruzzo, Lazio e Sardegna. L’obiettivo delle 6 Regioni è valorizzare e promuovere comuni elementi del territorio, valenze storiche, paesaggistiche, produttive, sociali e culturali del Centro Italia e della Sardegna, per andare incontro all’emergente domanda, nazionale e internazionale, di turismo attivo, esperienziale e motivato. Per questo è stato proposto al Mibact il progetto “In It.inere”, che come ha detto il vicepresidente umbro Paparelli “si caratterizza per la presenza di importanti sinergie fra le Regioni coinvolte in termini di proposte e di azioni da realizzare, capaci di produrre economie di scala e di definire un ‘prodotto’ unitario da spendere sui mercati turistici”. Lo stesso Paparelli ha poi evidenziato come attraverso il “progetto si intenda anche rilanciare e rivalorizzare quel ‘marchio Italia’ di cui si è sentita l’assenza soprattutto sui mercati extraeuropei, attraverso la messa in rete e la promozione delle eccellenze presenti nelle regioni di quest’area del Paese”.
Il progetto turistico interregionale pone particolare attenzione alla valorizzazione delle aree interne e rurali, con il patrimonio di culture immateriali e materiali che esse conservano e tramandano, alle eccellenze, non solo paesaggistiche ma anche delle produzioni tipiche, e al tema dei “Cammini”, come tema centrale e trasversale a tutte le Regioni aderenti, nell’Anno dei cammini sancito dal ministero per il 2016.
Tra gli altri temi inclusi nel progetto ci sono “le vie del vino, del gusto e dell’arte”, sviluppandone il legame con la storia, le tradizioni, l’arte, la ruralità, lo stile di vita; “i percorsi dell’amore, del benessere, dell’eleganza e dell’armonia”, con la valorizzazione di luoghi singolari attraverso eventi, moda e shopping e la promozione del wedding; “la vacanza attiva e lo sport outdoor” (ecoturismo) per un turismo alla ricerca di esperienze e attività sportive non agonistiche, da svolgersi a stretto contatto con la natura.
“Non più promozioni separate, ma una valorizzazione collettiva delle eccellenze. Le Regioni coinvolte stanno ricucendo i territori così da eliminare le terre di confine per portare valore aggiunto alla semplice somma delle singole esperienze” ha sintetizzato l’assessore al turismo della Toscana, Stefano Ciuoffo.