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Dopo la Francia nel 2013, Berlino e la Germania nel 2015, continuano nel 2017 con “Torino incontra la Spagna” gli appuntamenti biennali della città di Torino con le culture straniere

Che un paese come la Spagna vada a presentarsi in primavera in una importante città straniera per mettere in vetrina le proprie attrattive e destinazioni turistiche non è di per sé una notizia rilevante. In fondo fa parte della normale attività di promozione che un Ente del Turismo deve portare avanti. E la Spagna non si sottrae: arriva a Torino in forze per cinque giorni, dal 13 al 17 aprile, con una serie di iniziative sotto il titolo “La Spagna a Torino”. Andalusia, Baleari, Bilbao, Canarie, Catalogna, Galizia, Ibiza, Madrid e Valencia si propongono in una full immersion nel salotto di Torino per eccellenza, piazza San Carlo.
La vera notizia è che la Spagna sarà protagonista a Torino per l’intero 2017. Qui però occorre fare un passo indietro e spiegare di cosa si tratta. Fin dal suo primo anno di mandato, il sindaco di Torino, Piero Fassino, volle dare un’impronta sempre più internazionale alla sua città. Si trattava di consolidare la reputazione che Torino aveva saputo conquistare con i Giochi Olimpici 2006. L’idea, sua e dell’assessore alla cultura e al turismo Maurizio Braccialarghe, era stata di ospitare un Paese straniero con manifestazioni e iniziative che durassero un intero anno. Iniziando dalla Francia. Tuttavia, dovendo fare i conti con risorse sempre più scarse, l’intuizione vincente era stata di suggerire a tutte le istituzioni cittadine di declinare “alla francese” una parte delle loro normali attività. Così tutti – dal Teatro Regio al Teatro Stabile, dal Torino Film Festival alla Gam, a Settembre Musica e via dicendo – avevano articolato i loro programmi da gennaio a dicembre. Era stato un successo per la qualità e il numero degli eventi, oltre 150.
Formula che vince non si cambia. E nel 2015 è stata ripetuta con “Torino incontra Berlino”, nei fatti riconosciuta capitale europea della cultura. In questo caso il viaggio attraverso le arti e la cultura tedesche è divenuto anche parte dell’importante offerta culturale torinese per l’EXPO di Milano.
E ora la Spagna che ha vivaci legami culturali e sociali con la città sabauda e rappresenta con il 7% del totale il quinto mercato in termini di provenienza per Torino (dopo Francia, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti). Occorre un anno intero alle istituzioni per pianificare i loro eventi e per ora nulla trapela dai vari uffici. Però possiamo già immaginare rassegne del ricchissimo cinema spagnolo al Museo del Cinema, un tripudio di scrittori iberici al Salone del Libro 2017, i compositori spagnoli al Regio e all’Auditorium del Lingotto, e poi il folklore, il flamenco, le arti figurative. E scommettiamo fin d’ora sulla presenza a Torino dei grandi chef catalani. In fondo anche il cibo è cultura, e soprattutto turismo.

 

Pietro Martinetti

 

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