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Nel Cesenate nasce il progetto "Le vie dello spirito", per far scoprire le antiche vie dei pellegrini. Mappe, segnaletica, menù speciali e un "Attestato del Cammino" per chi percorre a piedi almeno 100 chilometri


Sarà l'effetto Papa Francesco, sarà che anche in Italia il turismo si specializza superando i classici segmenti mare-montagna-città d'arte, sta di fatto che il turismo religioso continua a crescere di importanza nel dibattito sullo sviluppo di nuove offerte che, com'è naturale, affondano le radici nella storia del nostro Paese.
Dalla Romagna arriva l'iniziativa di Cesena, che ha creato il progetto turistico culturale "Le vie dello spirito". "A livello europeo gli antichi cammini che compivano i pellegrini in viaggio nel Medioevo verso luoghi di culto o i centri della cristianità, sono sostanzialmente due: il percorso verso il santuario di Santiago di Compostela e la via Francigena che dalla Francia portava a Roma" è la premessa del Comune cesenate, che spiega come "a livello locale, i percorsi che attraversano la Romagna sono invece il Cammino di San Vicinio (tra Sarsina ed Arezzo) e la via Romea germanica della valle del Bidente".
Il progetto locale "Le vie dello spirito" (inserito all'interno del più ampio contenitore dei Cammini d'Europa) nasce quindi proprio per recuperare questi due percorsi in modo da allargare la proposta turistica non solo a chi è devoto, ma anche a quella grossa fetta di turisti che ama percorrere a piedi antichi tracciati per compiere una sorta di vacanza spirituale all'insegna della cultura e della natura.
Capofila del progetto è il Gal L'Altra Romagna, e tra i suoi sostenitori ci sono l'Associazione per il Cammino di San Vicinio, composta dai Comuni dell'ex Comunità Montana più il Comune di Cesena e il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi. Qualsiasi altro Comune può associarsi versando una quota annuale che oscilla tra i 500 e i 1000 euro, mentre i soci privati aderiscono con una quota di 50 euro.
"La Romagna è attraversata da numerosi itinerari storici e religiosi percorsi durante le diverse fasi storiche, ma è soprattutto nel medioevo che vi transitano migliaia di pellegrini in viaggio verso Roma e Gerusalemme o i santuari più piccoli o locali. Negli ultimi anni, anche a causa della crisi economica e di una diversa attenzione generale verso gli stili di vita individuali, si è registrato un rinnovato interesse di un vasto settore di viaggiatori verso tipologie di vacanza alternativa, più rispettoso dell'ambiente e meno consumistico, finalizzato alla motivazione" spiega il comunicato ufficiale di Cesena, che traccia anche un quadro storico e geografico degli itinerari di fede sul territorio locale.

Il progetto "Le vie dello spirito" si articola in quattro parti:
- La sistemazione dei percorsi che pellegrini e turisti andranno a percorrere. Si procederà con lo sfalcio della vegetazione in eccesso, la sistemazione di aree dissestate, la messa in sicurezza di piccole frane sui tracciati e la sistemazione della segnaletica.
- Il potenziamento delle informazioni sull'esistenza di questi percorsi e la loro pubblicità.
- La creazione di una cartografia adeguata che i pellegrini potranno portare con sé durante le camminate (una mappa da tenere in mano per orientarsi e avere chiari i punti di ristoro e sosta). Attualmente i percorsi si sviluppano per una lunghezza di 340 km e con un andamento circolare, comprendendo agli estremi l'Abbazia del Monte di Cesena e il Santuario della Verna (Arezzo). Ma l'intenzione è di allargare l'area di interesse spingendosi verso il mare, fino a Cervia e Ravenna. Le cartine saranno realizzate a schede di modo che i pellegrini possano utilizzarle una per volta a seconda della propria capacità fisica ad affrontare i percorsi.
- La valorizzazione turistica dei Comuni con la creazione di una rete di operatori locali (Rol). La rete coinvolgerà strutture ricettive come alberghi, ristoranti, ostelli, Pro loco, associazioni sportive, ma anche parrocchie e canoniche che saranno segnalate sulle mappe, evidenziando per il pellegrino le diverse spese e modalità di ospitalità. Uno dei punti fondamentali nell'individuazione di questi soggetti è che non siano più lontani di un km dal tracciato del percorso che il turista sta effettuando.

L'intenzione è anche quella di creare un "menu del pellegrino" da mettere a disposizione per rifocillarsi nelle stazioni di sosta e la realizzazione di un "Attestato del Cammino". Timbri e firme verranno rilasciati al momento del passaggio o del pernottamento in ciascuna località. Alla fine, arrivati a destinazione si metterà l'ultimo timbro guadagnando l'Attestato del Cammino, rilasciato a chi ha percorso almeno 100 chilometri a piedi. In più saranno creati gadget ad hoc e loghi da affiggere a queste strutture per renderle riconoscibili. Il progetto prevede anche percorsi più brevi da compiere nei fine settimana o avendo a disposizione solo pochi giorni, con tracciati ad anello, partendo da un punto e tornando allo stesso non facendo due volte lo stesso percorso per andata e ritorno. Se il percorso prevede invece la partenza da una località e l'arrivo in un altro punto, si studierà un piano per il recupero dell'auto lasciata al punto di partenza. Per fare un esempio: se il pellegrino singolo affronta il percorso da Sarsina a Bagno di Romagna, lasciando l'auto a Sarsina, potrà contare sui mezzi pubblici per ritornare a recuperare la macchina a Sarsina. Se invece si tratta di un gruppo di turisti, il progetto "Le vie dello spirito", coinvolgendo privati come tour operator, metterà a disposizione un servizio navetta per riportare i turisti al punto di partenza.

 

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Fonte foto: ilcamminodisanvicinio.it