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Il bando "Titolo II Turismo" di Regione Puglia mette a disposizione 15 milioni di euro per le pmi turistiche pugliesi che modernizzano strutture e attrezzature. "Turismo anello importante della nostra spina dorsale, è indispensabile migliorare qualità ed efficienza" spiega l'assessore Capone


La Puglia investe 15 milioni per il sostegno alle pmi del turismo. A pochi giorni dall'attivazione del bando "Titolo II" destinato alle imprese dell'artigianato, del commercio, dei servizi e della trasformazione dei prodotti agricoli, Regione Puglia annuncia la pubblicazione dell'avviso "Titolo II Turismo": quindici milioni di euro per modernizzare le piccole e medie imprese del turismo e renderle ancora più competitive sul mercato globale.
Le istanze di accesso all'avviso regionale presentate dal 2010 a oggi sono state 263, per un investimento complessivo pari a 126.425.727 euro. "Il turismo è una delle specializzazioni intelligenti della Puglia. È un anello importante della spina dorsale della nostra regione, per questo è indispensabile migliorare la qualità e l'efficacia delle nostre imprese" ha dichiarato in una nota ufficiale Loredana Capone, assessore allo Sviluppo economico della Regione "Nella precedente edizione il bando ha funzionato molto bene, soprattutto in Salento, nel Gargano e nella Valle d'Itria, in quei luoghi, cioè, dove le strutture ricettive contribuiscono in buona parte al PIL regionale e rappresentano uno strumento di attrazione spesso esclusivo. Vogliamo puntare sempre più ad avere stabilimenti balneari sostenibili, strutture eleganti e accoglienti, dotate di servizi efficienti e di comfort. Per questa ragione abbiamo stanziato quindici milioni di euro: per continuare a sostenere gli investimenti di tutti quegli imprenditori pugliesi che con coraggio, determinazione, passione, insistono nel proprio sogno nonostante la crisi".
Capone spiega: "Penso, infatti, che la crisi non vada subita bensì affrontata con investimenti che spingono verso la domanda del mercato e questa domanda, in particolare, è sempre più esigente, rivolta all'esclusivo, a qualcosa di indimenticabile. Il nostro patrimonio artistico, storico, architettonico, paesaggistico, è un tessuto eccezionale in cui incardinare l'offerta di masserie, dimore storiche, alberghi diffusi, strutture ricettive, che rendono unica la Puglia".
Dall'ampliamento e la ristrutturazione delle strutture turistico alberghiere alla realizzazione o l'ammodernamento degli stabilimenti balneari, alla realizzazione o gestione di approdi turistici, al restauro di edifici rurali, masserie, trulli, torri al fine della trasformazione in strutture alberghiere, alla realizzazione di aree verdi: le imprese pugliesi potranno fare investimenti da un minimo di 30.000 euro a un massimo di 2 milioni, per le piccole imprese, e 4 milioni, per le grandi, contando, inoltre, su procedure più snelle e tempi ridotti.
L'intensità di aiuto è fissata fino al 45% per le piccole imprese e al 35% per le medie. Potrà essere, inoltre, erogato un contributo aggiuntivo fino al 20% dell'investimento e all'importo massimo di 400.000 euro per le piccole imprese e 800.000 per le medie, mentre per le imprese che hanno conseguito il rating di legalità l'importo massimo del contributo sarà elevato rispettivamente a 450.000 euro e 850.000. Le imprese interessate potranno fare richiesta di agevolazione a partire dal 9 marzo.
Le spese ammissibili riguardano: acquisto del suolo aziendale e sue sistemazioni entro il limite del 10% dell'importo dell'investimento in attivi materiali; opere murarie e assimilabili; acquisto di macchinari, impianti e attrezzature varie, nuovi di fabbrica, ivi compresi quelli necessari all'attività di rappresentanza; investimenti finalizzati al miglioramento delle misure di prevenzione dei rischi, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. In caso di acquisto di un immobile, sono ammissibili esclusivamente i costi di acquisto da terzi, purché la transazione sia avvenuta a condizioni di mercato. Non è ammissibile l'acquisto di un immobile da parenti fino al terzo grado dei soci, nel caso di società proponente, o del titolare, nel caso di ditta proponente, nonché dal coniuge del titolare o dei soci. Infine le spese di progettazione ingegneristica e di direzione lavori sono ammissibili nel limite del 5%.

 

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