fbpx

"Panorami mozzafiato" e "natura incontaminata" non colpiscono più i viaggiatori iperconnessi di oggi. Paola Tournour-Viron (TTG Italia): "Serve una nuova regia al passo con i format più attuali"

"Caramelle non ne voglio più" cantava Mina ad Alberto Lupo. Ma di "caramelle" ne hanno abbastanza anche gli operatori del turismo, e non solo in Italia.
È una vera e propria lezione quella impartita da Paola Tournour-Viron, "divulgatrice per professione e per passione" e firma prestigiosa di TTG Italia, su come NON fare comunicazione turistica di un territorio nel contesto "iperinformato e iperconnesso" odierno. Oggetto delle critiche lo "spot camuffato da reportage televisivo" apparso sul canale tv francese TF1 e dedicato al Québec. Un servizio, scrive Tournour-Viron, "confezionato con l'illusione di lasciare a bocca aperta uno spettatore ipoteticamente permeabile a suggestioni lessical-iconografiche di superata ingenuità".
"Ci sono molti modi di fare comunicazione nel turismo" spiega l'autrice di Viaggi di Marketing: alcuni attuali, altri "impolverati ma tuttora proficuamente fruibili", e infine quelli da "riporre una volta per tutte in soffitta". E a quest'ultima categoria appartiene il reportage sul Québec, risultato sgradito anche al ministro del Turismo della provincia canadese. "Sulle immagini nulla da ridire ma, ha dichiarato pubblicamente il responsabile del dicastero, il testo è ridondante di cliché usurati, che non aggiungono alcuna novità all'immaginario del potenziale turista". "Panorami mozzafiato" e "angoli di natura incontaminata" andrebbero cancellati per sempre da brochure, cataloghi, siti web e servizi giornalistici, in un contesto in cui i viaggiatori sono appunto costantemente connessi e informati.
Si può quindi sostenere che questo tipo di comunicazione sia definitivamente estinta, scrive ancora Tournour-Viron, secondo la quale "quando l'esortazione al nuovo arriva da un funzionario pubblico, significa che si è già fuori tempo massimo. Di molto. E che è il caso di attivarsi".

 

Ma da cosa può derivare questo ritardo da parte di mass media nel comprendere le logiche del turismo 2.0? "Non credo che, purtroppo, si tratti di un problema limitato a una mancata o ritardata comprensione delle logiche comunicative legate al mondo 2.0, bensì di un ritardo nell'adeguamento alle modalità di comunicazione del prodotto turistico nel suo complesso" ci ha spiegato Tournour-Viron. "I testi che accompagnano i materiali informativi sulle destinazioni – dalle più ordinarie brochure ai videoreportage – ancora troppo spesso attingono a un dizionario circoscritto a puri cliché. Lo stesso vale per la parte visiva, la quale non fa altro che riproporre iconografie stereotipate ormai totalmente prive di appeal. Che sia destinato all'universo 2.0 oppure alla televisione o alle brochure, il materiale scritto e iconografico necessiterebbe invece di nuove sceneggiature e di nuove scenografie. In breve: di una regia al passo con i format comunicativi più attuali. E, non ultimo, di una regia che abbia l'umiltà di guardare anche a quanto viene prodotto e apprezzato dal popolo del web 2.0"

 

E volendo citare un esempio video di comunicazione turistica di un territorio che sia davvero al passo coi tempi? "Ci sarebbero molti esempi positivi e altrettanti negativi. Basta passare qualche mezz'ora su youtube per visionarne un campionario sufficiente a farsene un'idea. La cosa davvero importante quando si produce un video promozionale è tenere conto di almeno 3 elementi: una strategia di partenza (quale reazione voglio ottenere dal messaggio lanciato?); la brevità del messaggio (perché il tempo che rubiamo a chi ci legge/guarda è ormai una risorsa preziosissima); l'originalità del soggetto/argomento scelto: quel qualcosa/qualcuno che restituisca un po' dell'anima della località e la renda unica. Piazze, campanili, laghi, montagne o piste innevate non servono a rendere memorabile un luogo specifico, perché sono ovunque.
Un esempio di comunicazione turistica video interessante che mi viene in mente al volo potrebbe essere lo spot di Brachetti che presenta la propria città: un testimonial di fama internazionale, figura positiva e simpatica che incarna e sintetizza il cambiamento e la trasformazione rapidissimi della destinazione, evocando inoltre a margine e in chiave lieve ed ironica l'immagine di città magica cui è legata Torino. Il tutto in soli 33 secondi, il che lo rende accettabile anche sul web"

{youtube}0MFry9Mx1FI{/youtube}

 

Guarda il video sul Québec di TF1

LEGGI ANCHE: Lo spot francese per il turismo: troppo sexy o semplicemente brutto?

 

 

(Fonte foto)