fbpx
Gianguido Passoni e Maurizio Braccialarghe

Intervista agli assessori torinesi Passoni e Braccialarghe sui due aspetti di una delle tasse meno amate dagli italiani (13,8%): da una parte le necessità economiche all'epoca della crisi, dall'altra gli investimenti per l'attrattività di una grande città


Cultura e turismo, ma anche economia e bilancio: la tassa di soggiorno ha a che fare con entrambi gli aspetti, e per cercare di comprendere il senso e lo scopo di questa imposta è bene tenerlo presente. Da quando è stata introdotta, la tassa di soggiorno ha portato ai Comuni italiani fiumi di denaro ma anche altrettante polemiche. Se solo il 13,8% degli italiani, secondo l'Osservatorio di Panorama Turismo, dichiara di gradire questa tassa è fondamentalmente per il dubbio, il sospetto spesso fondato, che i proventi vengano destinati a finanziare attività poco inerenti al turismo (cfr. Destination Magazine n. 2)
Per comprendere come le amministrazioni comunali utilizzano e "interpretano" la tassa di soggiorno, può dunque essere utile interpellare chi ha a che fare con questa imposta. In particolare, per questo (primo) intervento abbiamo intervistato due assessori del Comune di Torino: Maurizio Braccialarghe, assessore alla Cultura, Turismo e Promozione della città, e Gianguido Passoni, che nella giunta Fassino è titolare dell'assessorato al Bilancio e Programmazione.

 

Secondo voi qual è la motivazione della diffidenza italiana su questa imposta segnalata da Panorama Turismo: mera avversione per le tasse o qualcosa di più?

Braccialarghe - Qualsiasi contributo che venga avvertito come tassa determina una reazione negativa. In realtà bisogna concepire l'imposta di soggiorno come una reale tassa di scopo utile a sostenere gli sforzi che le città fanno per valorizzare i loro territori, sia dal punto di vista culturale, sia da quello turistico.

Passoni - La parola tassa o imposta, in generale, provoca un certo fastidio. La causa? Credo che tra i motivi non vada sottovaluto il fatto che, non di rado, il cittadino contribuente non veda o non comprenda dove sono finiti i soldi che ha versato, per che cosa sono stati utilizzati. Allora, per quanto riguarda l'imposta di soggiorno, sgombriamo il campo da ogni dubbio. Questa tassa serve esclusivamente a finanziare interventi in materia di turismo, compresi quelli a sostegno delle strutture ricettive e di manutenzione, fruizione e recupero dei beni culturali e ambientali locali e dei servizi pubblici locali. Insomma, ogni euro pagato dai turisti è usato per il turismo.

Quanto può incidere su tale scetticismo la consapevolezza, suffragata dall'Osservatorio Nazionale, che i proventi di dell'imposta vengono usati anche per la spesa corrente o comunque per capitoli di spesa che poco hanno a che vedere con le finalità turistiche previste dal dl 23/11?
Braccialarghe - Il Consiglio Comunale di Torino, nella delibera di adozione della tassa di soggiorno ha inserito una mozione di indirizzo che invita a investire il ricavato proprio su questi capitoli.

Passoni - La legge consente di destinare il gettito derivante dall'imposta di soggiorno anche alla manutenzione, alla fruizione e al recupero dei servizi pubblici locali connessi al turismo. Quindi, ipoteticamente, anche per la manutenzione delle strade, l'illuminazione, i trasporti urbani, ecc. Anche la cura di questi servizi può a pieno titolo rientrate nelle politiche finalizzate a rendere più attrattive le città per i potenziali visitatori.
Nel caso di Torino, l'imposta ha consentito di mantenere elevato il livello dell'investimento in politiche attrattive che, comunque, era già alto grazie ai finanziamenti locali e nazionali legati ai grandi eventi che la città ha ospitato dalle Olimpiadi invernali del 2006 in avanti.

 

Nella città di Torino l'imposta di soggiorno è in vigore dal 2 aprile 2012. Si può fare una stima della cifra raccolta dai pernottamenti in città nell'anno e mezzo 2012-13? Nell'amministrazione si è recentemente discusso sul futuro dell'imposta; avete cioè idea se la tassa aumenterà, sarà decurtata o resterà invariata?
Passoni - Nei primi ventuno mesi l'imposta di soggiorno ha portato nelle casse comunali circa sette milioni e mezzo di euro. Denari tutti investiti in attività culturali e servizi turistici. Ricordo che il turismo per il capoluogo piemontese rappresenta una delle carte più importanti da giocare nella partita della trasformazione e del rilancio della propria economia. Torino si sta ormai affermando come una delle città d'arte più visitate. Noi intendiamo continuare a valorizzare la sua storia, i gioielli architettonici, i suoi musei e tutto quanto ne fa oggi una meta appetita per i milioni di visitatori che ogni anno arrivano qui da tutto il mondo. L'industria del turismo produce occupazione ed è fonte di ricchezza per tutta la città, sostenerla è un nostro preciso impegno. In un momento come l'attuale - fatto di tagli progressivi ai trasferimenti statali e di difficoltà nel contemperare le disponibilità di bilancio con la domanda di servizi pubblici - le risorse finanziarie provenienti dall'imposta di soggiorno ci aiutano sicuramente a garantire un'offerta culturale, quantitativa e qualitativa, sempre di alto livello.
Per quanto riguarda le tariffe dell'imposta di soggiorno, è previsto quest'anno un lieve aumento degli importi che salgono di 50 centesimi per singolo pernottamento in tutte le strutture. Invariata invece la tariffa per ostelli e campeggi, che resta di un euro. Nessun cambiamento anche per l'articolazione della tassa: rimane infatti differenziata per tipologie e classi di categorie ricettive, come concordata con le associazioni di categoria degli albergatori quando l'imposta venne introdotta.

 

A quali attività di promozione e di valorizzazione territoriale avete destinato i proventi di questa imposta nell'ultimo anno?
Braccialarghe - Torino, nel corso degli anni, ha continuato a investire in cultura e promozione traendo significativi ritorni in termini turistici. I capitoli relativi alla programmazione delle attività culturali e alla promozione della città utilizzano in parte il gettito proveniente dalla tassa di soggiorno.

 

C'è una manifestazione in particolare che avete realizzato o a cui avete donato un significativo contributo che non sarebbe stato possibile realizzare senza i proventi della tassa? Quali progetti vi piacerebbe finanziare con i futuri incassi di chi soggiorna in città?
Braccialarghe - La nostra città ha organizzato un intenso calendario di iniziative per il 2015. Torino sarà infatti Capitale europea dello sport, ospiterà due grandi eventi di richiamo spirituale (200 anni dalla nascita di San Giovanni Bosco e l'Ostensione della Sacra Sindone) ed è straordinariamente vicina alla sede dell'Esposizione Universale di Milano. Questo ricchissimo programma di iniziative richiede un forte investimento da parte della città e un extra budget che in parte sarà soddisfatto anche dalla tassa di soggiorno.

 

Qual è il meccanismo decisionale per l'utilizzo delle somme che derivano dagli incassi della tassa di soggiorno nella città di Torino?
Braccialarghe - Le risorse economiche vengono introitate all'interno del bilancio della Città e servono a determinare la copertura dei costi relativi ai settori cultura e turismo. Il mio assessorato provvede annualmente ad avere un confronto attivo con le associazioni degli albergatori per illustrare loro la programmazione e le attività di promozione che vengono calendarizzate per l'esercizio di riferimento.

 

LEGGI ANCHE: Tassa di soggiorno, la specialità italiana che piace ai tedeschi e non a noi