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Parte il progetto di collaborazione interregionale umbro-marchigiano: l'obiettivo è promuovere e sviluppare a fini turistici il comune patrimonio culturale, paesaggistico e gastronomico dei territori montani


Umbria e Marche si alleano all'insegna di uno straordinario patrimonio comune, fatto di cultura e artigianato, di sport e natura, di arte ed enogastronomia. Nasce così il "distretto della lentezza", un progetto portato avanti dall'Associazione culturale per lo sviluppo dell'Appennino umbro-marchigiano. Un'alleanza basata sul turismo slow e sulle eccellenze dei territori umbro marchigiani a ridosso dell'Appennino, da vivere appunto con la lentezza di un turismo che non ha bisogno di fretta.
E così, per proporre ai turisti un'esperienza emozionante e profonda, è nato il distretto della lentezza nel novembre del 2013, nell'Eremo di Fonte Avellana (provincia di Pesaro e Urbino). Sull'onda di un percorso iniziato da cinque Rotary club delle due regioni già nel 2009, enti locali e soggetti privati delle province di Ancona, Pesaro-Urbino, Perugia e della confinante fascia montana della provincia di Macerata hanno stretto una alleanza di area che travalica i confini comunali, provinciali e regionali, incentrando la propria attenzione sui prodotti e le esperienze da offrire ai visitatori, che come noto badano poco ai confini quando viaggiano.
L'avvio dei lavori, la presentazione del progetto, si terrà venerdì 3 ottobre nella splendida Gubbio, dove si svolgerà il forum "Il valore del tempo nell'esperienza turistica": un'iniziativa realizzata con il patrocinio della Regione Umbria, dell'amministrazione comunale eugubina e con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia.
La presentazione del progetto sarà l'occasione per riunire amministratori locali, operatori del turismo e del marketing territoriale ed esperti di settore con lo scopo di avviare un percorso di cooperazione e collaborazione tra territori affini per patrimonio storico, culturale e paesaggistico. Il distretto della lentezza, infatti, si propone di dare sviluppo, grazie al turismo, all'economia locale dei territori appenninici dell'Umbria e delle Marche. E possibilmente, lentezza a parte, di farlo in tempi brevi.

 

 

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