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Male l'edilizia e il commercio, mai decollata l'industria mentre vola la disoccupazione: come spiega la Banca d'Italia, solo turismo e agroalimentare fanno crescere l'economia della Sardegna settentrionale

A fornire i dati sullo stato dell'economia del territorio locale sono stati il direttore della filiale sassarese della Banca d'Italia, Dealma Fronzi, il presidente della Confindustria nord Sardegna, Pierluigi Pinna, e il docente dell'Università di Sassari e componente del Crenos, Marco Vannini.
Cifre che continuano a destare preoccupazione per il futuro economico del nord Sardegna, anche se si intravvedono segnali incoraggianti grazie ai rapporti con gli stranieri.
Il tasso di disoccupazione locale, ha spiegato Bankitalia, è intorno al 17,5%, e addirittura del 35,2% tra gli under 35. Nel confronto tra 2013 e 2012 male anche il commercio (-9,7%) e l'edilizia (-3,3%) e 8.000 occupati in meno in un anno solo per la provincia di Sassari).
A tenere a galla l'economia, quindi, difficilmente potrebbero essere i consumi dei sassaresi, e infatti ci pensano gli stranieri, amanti del territorio e dei suoi prodotti agroalimentari. I due soli comparti che hanno registrato tassi di crescita nel 2013 (e anche nei primi mesi del 2014) sono infatti il turismo e le esportazioni alimentari. E se per il cibo determinanti sono le vendite di pecorino romano negli Stati Uniti, per il turismo sono i visitatori stranieri in generale a trainare la ripresa: nel +8,2% complessivo dei ricavati dal settore dei viaggi risalta infatti il +14,4% del turismo straniero rispetto al 2012.

 

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