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Un'analisi sui dati dell'Osservatorio turistico regionale, relativi al periodo tra il 1980 e il 2012, mostra come in una crescita complessiva non siano mancati periodi di flessione anche notevole

È cresciuto molto, in circa trent'anni, il turismo dell'Umbria: se nel 1980 gli arrivi erano 910.917 nel 2012 sono state 2.193.305; analogamente, le presenze in regione sono salite nello stesso periodo da 3.313.029 a 5.957.628. Non sono tuttavia mancati, oltre agli exploit, anche i periodi di crisi, di flessione e quindi di riflessione.
Un'analisi dell'evoluzione del turismo umbro è stata condotta sul Giornale dell'Umbria da Lara Partenzi, sulla base dei dati dell'Osservatorio turistico regionale relativi al periodo tra il 1980 e il 2012.
Durante questo periodo di crescita complessiva dell'incoming turistico, scrive Partenzi, "il comparto ha dovuto fare i conti con tre fasi di flessione significative, tutte della durata di due anni: 1983-1984; 1998-1999 (quest'ultimo l'anno più nero che ha segnato il turismo umbro); 2008-2009. Anni, questi ultimi due, su cui ha pesato la crisi cominciata nel 2007".
Procedendo nell'analisi cronologica, emerge che gli anni Ottanta iniziarono con tassi di crescita eccezionali: per gli arrivi, +11,84% nel 1980, +8,28% nel 1981, +13,73% nel 1982; per le presenze, negli stessi anni +5,89%, +7,40% e +8,76%. "Poi il trend positivo si interrompe" e arriva il primo biennio di calo: "gli arrivi, che nel 1982 avevano raggiunto quota 1.121.959, nel 1983 scendono a 1.030.901, una flessione pari al -8,12%, mentre le presenze scendono da 3.869.876 a 3.711.660, in calo del -4.09%. L'anno successivo non è destinato alla ripresa, con un ulteriore calo del -3,06% degli arrivi che sale fino al -9,43% per le presenze".
Dopo questo primo stop arriva la ripresa del 1985, più sostenuta negli arrivi (+8,54%) che nelle presenze (+2,89%). La situazione di crescita si riequilibra nel 1986, quando gli arrivi sono saliti dell'11,22% e le presenze del 9%. Poi l'assestamento del 1987 (+2,07% di arrivi e +1,14% presenze), la ripresa del 1988 (+7,82% gli arrivi, +1,34% le presenze ), e la situazione contraddittoria del 1989, quando gli arrivi sono cresciuti del 7,43% e le presenze sono calate del -5,39%: "a significare che arrivano più turisti ma si fermano di meno. Uno dei problemi storici del turismo umbro".
Gli anni Novanta si sono aperti con incrementi più contenuti rispetto al decennio precedente, e nel 1993 arriva un "altro segno rosso (-2,38% le presenze e -3,94% gli arrivi)". Ma è nel 1998 che arriva la seconda "batosta", con i flussi turistici umbri che sono crollati del -19,96% negli arrivi e del -16,67% nelle presenze.
Dopo la batosta l'Umbria riparte alla grande tra il 1999 e il 2000, anno nel quale si registra un +21,42% degli arrivi e +18,51% delle presenze. Successivamente ancora un rallentamento, fino a che, nel 2008, i venti della crisi economica internazionale colpiscono nuovamente il turismo umbro, che cala del -2,19% negli arrivi e del -3,48 % nelle presenze, mentre nel 2009 la flessione è ancora più marcata: -7,87% per gli arrivi, -6,8% per le presenze.
"In ogni caso" conclude l'analisi di Partenzi, "è bene rimarcare che nel periodo 1998-2009 a fronte di una variazione media italiana delle presenze turistiche pari al +23,8%, l'Umbria raggiunge un tasso di crescita molto più significativo, pari al +51,6%. Un dinamismo, questo, che nella stasi complessiva del turismo italiano di cui si è parlato negli ultimi anni va rilanciato ridisegnando il modello complessivo del nuovo turismo umbro".

 

Trenta anni di storia. Trenta anni durante i quali il turismo nella nostra regione ha cambiato pelle e, tra alti e bassi, ha subito una evoluzione che dal 1980 al 2012 ha visto salire gli arrivi da 910.917 a 2.193.305, le presenze da 3.313.029 a 5.957.628.

 

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(nella foto, Perugia)