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Dalla conferenza di Smirne progetti e proposte per dare sviluppo ai flussi internazionali verso i luoghi di culto cristiani, da Demre a Efeso

A cavallo tra Occidente e Oriente, tra Europa e Asia, la Turchia è un Paese in cui le radici islamiche convivono con una forte presenza storica e culturale cristiana, basti pensare alla celeberrima Basilica di Santa Sofia a Istanbul, divenuta un vero e proprio museo. Il turismo religioso costituisce il segmento più importante del settore turistico nazionale, ma nche un segmento che necessita di uno sviluppo legato alle potenzialità.
La conferenza che nei giorni scorsi ha radunato a Smirne i rappresentanti delle chiese battiste di 120 Stati, spiega Ital Inter Media, ha affrontato il tema del turismo religioso in Turchia, "alla luce dei dati storici e culturali che la rendono il Paese la seconda meta per la cristianità dopo Israele". La conferenza è servita quindi a presentare il nuovo progetto del ministero del Turismo turco, un piano di restauro per centinaia di siti religiosi.
Decine le chiese di cui è prevista la ristrutturazione, spiega ancora Ital Inter Media, da quella di San Nicola di Demre a quelle di Smirne, Adana, Erzurum, Artvin, Ordu, Nevsehir, Nigde e Aksaray. In fase di completamento è invece la ristrutturazione della chiesa armena del X secolo nella provincia di Van, i cui lavori sono iniziati nel 2005. Solo nel 2013, secondo il ministero del turismo, il luogo di culto ha attirato 71.000 visitatori da tutto il mondo.
"Molti racconti della Bibbia sono ambientati proprio ai confini con l'odierna Turchia, e le Sette chiese della Rivelazione sono collocate in territorio turco" rivendica Umut Sahin, segretario generale dell'Associazione chiese protestanti, che cita la straordinaria importanza di Efeso, seconda solo a Roma in epoca paleocristiana.

 

E' la voce più importante del settore turistico nazionale, ma ancora attende uno sviluppo adeguato alle proprie potenzialità: la conferenza che ha radunato a Smirne i rappresentanti delle chiese battiste di 120 Stati ha concentrato l'attenzione sull'importanza del turismo religioso in Turchia, alla luce dei dati storici e culturali che la rendono il Paese la seconda meta per la cristianità dopo Israele. La conferenza è servita soprattutto a presentare il nuovo progetto del ministero del Turismo di Ankara, che cerca di colmare le lacune degli anni passati con un piano di restauro per centinaia di siti religiosi

 

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